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Storia delle specchiere antiche

Fra gli oggetti d’antiquariato più belli di cui si possa disporre per arredare una stanza vi sono le specchiere antiche. Oggetti d’antiquariato incredibilmente affascinanti, le specchiere sono considerati pregiati quanto le opere d’arte per via delle loro decorazioni eleganti e raffinate ed anche per l’uso di materiali preziosi. Non v’è da stupirsi, gli specchi sono stati considerati per lungo tempo una proprietà di famiglie facoltose ed aristocratiche.

Le prime Specchiere antiche ai tempi degli Egizi e dei Romani

Gli specchi nell’antichità hanno avuto una certa valenza simbolica e non a caso venivano adoperati durante rituali religiosi o nelle cerimonie funerarie. Ai tempi degli egizi si trattava di semplici dischi in bronzo, lucidi e dotati di un manico forgiato in diverse fattezze, fra cui le divinità per l’appunto. L’evoluzione ha portato con sé l’utilizzo di materiali pregiati come argento e rame ed anche stagno, in epoca cristiana, il loro utilizzo è ancora riservato all’ambito religioso-funerario poiché simboleggiano la vita e la rinascita.
Sono considerati ancora oggetti di lusso. Lo specchio di metallo scomparirà del tutto solo nel XVII secolo. Lo specchio antico, in epoca romana, inizia a subire delle modifiche, viene infatti realizzato in versione tascabile per consentirne il trasporto ed i romani iniziano a studiare migliori tecniche riflettenti che però non ottennero buoni risultati.

Le specchiere antiche: dall’avvento del vetro alle tecniche di decorazione.

All’inizio del XI secolo si scoprì in Europa la tecnica di lavorazione a cilindro del vetro che venne perfezionata nel corso del XIII secolo quando iniziarono ad apparire le prime lastre. Nel corso del XII secolo furono ideati dei sistemi per scurire il fondo del vetro, utilizzando il piombo e lo stagno, ma gli specchi rimasero comunque di piccole dimensioni.
Gli specchi sono per lo più utilizzati per la toilette femminile, quindi da impugnare o specchi da tavolo, spesso a bilico. Numerose sono le testimonianze che ci sono pervenute dalla ritrattistica pittorica e persino dagli antichi arazzi come in uno dei capolavori de “La Dame à la Licorne“, opera del XV secolo, conservato al Musée de Cluny a Parigi, dove una dama tiene uno specchio nel quale si riflette l’unicorno. Lo specchio è simbolo di Vanitas, per questo spesso parte fondamentale nelle raffigurazioni antiche

Lo specchio antico nel 1400 a Murano

Lo specchio antico va delineandosi nel XV secolo, quando a Murano viene prodotta una lastra di vetro che si unisce ad un foglio di stagno bagnato nel mercurio. Si trattò all’epoca di una realizzazione incredibilmente innovativa e costosa. Sorsero all’epoca le prime corporazioni di specchiai e le prime zone di fabbricazione, localizzate per lo più in Austria ed in Italia. A Venezia in particolare, le specchiere conobbero un’epoca di prestigio ed intensa lavorazione fra specchieri e vetrai, che fondarono una corporazione per poi separarsi nuovamente.

La specchiera come la conosciamo oggi: il XVII secolo

La specchiera così come la si intende oggi come parte dell’arredo compare nel XVII secolo, a dare luminosità alla stanza, per riflettere le immagini e perché l’arredo del Seicento trova la via per la pura decorazione, svincolata dall’utilizzo. Quindi, le specchiere diventano caminiere, diventano sovrapporte, decorano le pareti occupate dalle console, essendone spesso en suite, oppure più piccole diventano appliques con la funzione di moltiplicare la luce delle candele.

Le specchiere antiche, di grandi dimensioni, ci portano alla mente Versailles poiché il Re Sole ne rimase affascinato, fino a farle diventare protagoniste assoluto nella celebre sala degli Specchi. Dal Seicento le specchiere diventano presenze costanti e seguono le linee dei mobili di cui fanno da “complemento”. Grandi e ampie volute di foglie d’acanto affiancate da putti vengono, con gli anni e con il mutare dei gusti, sostituite da snelle volute, girali e decori rocaille che incorniciano cartigli, piccole figure o volatili.

Protagoniste dell’arredo, si celebrano ancora oggi nel mercato antiquario le già citate specchiere francesi ma non da meno, in quanto inventiva e raffinatezza esecutiva, sono le importanti e ricche specchiere barocche romane o le splendide specchiere veneziane con la loro caratteristica forma a cornice sagomata sormontata spesso da un altro piccolo specchio e da alte cimase intagliate. Di quest’epoca le specchiere sono per lo più legno dorato o in alcune zone in legno laccato, come ad esempio le specchiere spesso da tavolo di piccole dimensioni in legno laccato veneziane decorate in policromia ad arte povera. Sempre a Venezia nasce la produzione, che continuerà per secoli, di specchiere con cornici in vetro, sagomate e composte da molteplici e complessi decori a foglie, volute, fiori e specchi molati.

Specchiere nell’Ottocento

Anche l’Ottocento dà alle specchiere un ruolo di grande rilievo e tra la fine del Settecento e i primi anni dell’Ottocento in Italia sono particolarmente raffinate le specchiere lucchesi e napoletane con cimase ricche di decori e di squisita eleganza. La specchiera, compagna della console ne diventa un pendant e ne segue il modello, diventa lineare e non più dorata nell’Epoca Impero, diventa di nuovo decorata a volute ma in legno massello nello Stile Luigi Filippo. Torna a riproporre il mondo settecentesco nell’Epoca di Napoleone III e ritorna a guillochè, in legno ebanizzato come se fossero rinascimentali alla fine del XIX secolo. Il mondo Liberty modella sinuosamente le specchiere spesso facendole parte di mobili con ante, piccoli ripiani e alzate. Oppure si diverte a “incrostarle” di materiale rari, preziosi o innovativi.

Specchiere nel Novecento

Le specchiere del Novecento diventano splendide pareti nelle case degli anni ’30 oppure specchi con cornici sottili semplici, spesso metalliche. O specchiere con cornici in specchio e vetro come nella produzione di Fontana Arte.

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