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Antichità Giglio

Scuola bassanesca del XVII secolo, a) b) 'Allegoria delle stagioni'

Scuola bassanesca del XVII secolo, a) b) 'Allegoria delle stagioni'

Coppia di dipinti olio su tela, cm 105x160

Scuola bassanesca del XVII secolo


a) Allegoria dell'Autunno
b) Allegoria dell'Inverno

Coppia di dipinti olio su tela, cm 105x160

La famiglia degli artisti Bassano inizia con Francesco Dal Ponte detto Bassano Il Vecchio. Francesco nasce a Bassano del Grappa tra il 1470 e il 1473 ma purtroppo non sappiamo molto sulla sua educazione artistica e sulla sua produzione giovanile; ciò che conosciamo della sua bottega è noto grazie ai libri dei conti della famiglia Dal Ponte. L'attività di bottega non si incentrava solo sulla pittura ma anche sulla realizzazione di svariati oggetti d'uso quotidiano per il ceto borghese. Nella sua vecchiaia però Francesco si occupa principalmente di stipulare contratti con i committenti ma la produzione viene affidata ai figli, in particolare a Jacopo, che diventerà uno dei pittori più rappresentativi della pittura veneta del Cinquecento.

Intorno al 1530 Jacopo Dal Ponte inizia la sua produzione indipendente di opere, nei quali possiamo notare anche l’influenza di Tiziano e Lorenzo Lotto per l’attenzione alla resa del dato naturalistico. Negli anni quaranta si avvicina invece alla pittura manierista di Pordenone e Salviati ma, nonostante ciò, Jacopo si approccia in modo personale a questa novità e sempre condizionato da una visione più al “naturale” della realtà. Dopo il 1545 la sua tecnica pittorica diventa più duttile e le pennellate vibrano di luce.

La pittura di Jacopo Bassano è sempre dedita alla vita agreste e pastorale, nella quale ha sempre vissuto, che lo porta nel 1548 a realizzare un’opera di grande innovazione: il soggetto del dipinto sono infatti due cani. Questa dedizione lo porta a sperimentare sempre di più su questi tempi; contemporaneamente alle commissioni di opere monumentali, infatti, negli anni sessanta il Dal Ponte inizia tratta temi biblici più intimi e pastorali e paesaggi. Queste opere sono eleganti ma con una rustica semplicità e danno inizio ad un gusto che verrà molto amato anche nei decenni seguenti.

Dalla moglie Elisabetta Merzari ha otto figli, quattro dei quali diventeranno pittori: Francesco Giambattista, Giovanni Battista, Leandro e Girolamo.

Con i figli produrrà molte opere raffiguranti scene di genere, contadini, animali, natura, di cui molto fortunata sarà la serie delle Stagioni, in cui vengono descritte le attività dei contadini di Bassano nelle diverse stagioni.

 

Questi due dipinti si inseriscono proprio in questo ambito; le due opere raffigurano infatti le allegrie dell’Autunno e dell’Inverno, rappresentando nella prima la pigiatura dell’uva autunnale e nella seconda le attività invernali dei contadini.

Questi dipinti presentano molte assonanze con lo stile bassanesco, attento al dato naturale della realtà, oltre che ai tipici soggetti di Bassano e sono quindi riconducibili alla Scuola bassanesca del XVII secolo.


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