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Antiquariato, Dipinti, Mobili e Oggetti Antichi


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Lino Giglio si occupa dal 1978 di antiquariato e dal 1986 si dedica esclusivamente all'acquisto e alla vendita di dipinti antichi, mobili antichi, sculture e oggetti di varie epoche.

Negli ultimi anni tratta anche dipinti di arte moderna, contemporanea ed oggetti di design.

Iscritto al ruolo dei PERITI ed ESPERTI n° 2683 Camera di Commercio di Milano e all'Albo del Tribunale di Milano CTU n° 12101, Lino Giglio fornisce anche Consulenze e Perizie per divisioni ereditarie.


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L’oggetto antiquario

Un oggetto antiquario è un antico quanto interessante pezzo da collezione: quando si parla di oggetti di antiquariato ci si riferisce infatti a tutti quegli oggetti che rivestono una particolare importanza nel settore artistico, storico e culturale di un’epoca, un periodo storico che rappresentano e del quale diventano, dopo molti anni, oggetti assolutamente distintivi.

Parlare di oggetto antiquario significa parlare di libri, opere d’arte, quadri e sculture, suppellettili, che richiamano coerentemente ed in maniera definita e precisa ad un preciso periodo storico: è per questo che la parola antiquariato intende riferirsi, in maniera estesa, a tutto ciò che può essere definito come un pezzo da collezione.
Libri, mobili, opere d’arte, ma anche ventagli, tappeti, gioielli, orologi, vecchie bambole o giocattoli di un tempo, bastoni da passeggio, tabacchiere, e perfino armi, sono tutti oggetti di antiquariato che possono interessare il collezionista.

Origini dell’antiquariato

Ma chi è il collezionista e da dove nasce il suo interesse verso questi oggetti? E soprattutto, come si definisce un mobile o un libro come un pezzo di antiquariato?
Per dare delle risposte precise, occorre fare una premessa: a partire dagli inizi del Seicento, fu il cardinale Scipione Borghese a dare una certa rilevanza ad oggetti antichi, come le famose collezioni dei frammenti di Sir Johns Sons, splendidi frammenti architettonici riferenti all’arte gotica che ancora oggi sono presenti nell’omonima collezione. Si capisce bene, da questa premessa, che il collezionismo ma soprattutto l’interesse verso l’arte antica e verso l’antiquariato ha origine in tempi molto lontani e si è perpetuata, perfezionandosi sempre di più, anche nei periodi più recenti.

Ne sono esempio le aste, le mostre di antiquariato o addirittura i negozi, sparsi per le città, dedicati agli oggetti di antiquariato, dai più classici ai più stravaganti, di diverse epoche storiche e di diversi stili, senza alcuna discriminazione.

Evoluzione dell’antiquariato

Dalle collezioni di Villa Borghese o dai tempi in cui fu fondato, nel Novecento, il Museo della casa Fiorentina di Palazzo Davanzati, a Firenze, da parte dell’antiquario Elsa Volpi, molte cose sono cambiate: l’antiquariato, col passare dei secoli, si è infatti spogliato di quell’interesse preminentemente storico dell’oggetto di antiquariato, accettandone in qualche modo anche l’interesse estetico ed artistico.

Questo cambiamento, già configuratosi nello storicismo illuministico, ha dato vita ad un atteggiamento diffuso, per il quale gli oggetti da collezionismo non rimangono più unico interesse di collezionisti d’elite, ma anche di un pubblico più vasto, che si interessa dell’oggetto da un punto di vista artistico, estetico, e con valutazione del prodotto d’artigianato.

Non è tanto (o non solo) la vetustà di un oggetto a definirne il valore, ma anche altri fattori, che includono senza alcun dubbio la qualità esecutiva e stilistica dell’artista.

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Stili dell’oggetto antiquario

Antiquariato significa interesse, raccolta e commercio di oggetti che, nel senso lato del termine, si riferiscono a periodi storici definiti ed antichi, rispetto all’età moderna. libri, mobili, suppellettili, oggetti di arredo o di decorazione, quadri, sculture, giocattoli, monete, francobolli, tabacchiere, bastoni da passeggio, giocattoli, sono tutti oggetti che possono definirsi da collezione o di antiquariato, oggetti che, appunto, interessano il collezionista.

Ma quali sono i fattori che conferiscono all’oggetto di antiquariato un valore?
Stabilire il valore preciso di una moneta, di un libro o di un quadro, non è semplicissimo, soprattutto per chi è alle prime armi: eppure, i veri collezionisti e gli esperti nel settore hanno dei metodi propri, che riguardano soprattutto la valutazione di fattori come la vetustà dell’oggetto, lo stile dell’oggetto di antiquario, la capacità esecutiva e stilistica dell’artigiano, ed il numero di pezzi simili acquistabili o raggiungibili.

L’importanza dello stile nell’antiquariato

Lo stile dell’oggetto di antiquario merita un posto d’onore, non solo perché serve a comprendere il valore dell’oggetto, ma soprattutto perché è grazie ad esso che si struttura la data precisa o quantomeno ideale dell’oggetto stesso.

Stile significa insieme di elementi e forme tipiche di un’epoca – lo stile del Rinascimento è nettamente diverso da un altro appartenente ad un’altra epoca storica – o di una scuola; ma anche tipiche caratteristiche ed inflessioni di un’artista, che può fare proprie le forme stilistiche di un’epoca e addirittura trasformarle e personalizzarle fino a renderle capolavori di indubbia unicità.

Notiamo quindi che vi sono delle differenze, ad esempio, tra la ceramica di Worcester e quella di Sévres, appartenente comunque alla stessa epoca storica; così come notiamo differenze stilistiche tra un oggetto del Rococò prodotto in Italia, ed un oggetto invece appartenente ad un altro paese. Insomma, per quanto importante sia l’epoca storica a cui comunque un oggetto di antiquariato deve richiamare quantomeno le sue linee generali, per essere definito tale, non si può non ammettere che è soprattutto la trasformazione che le inflessioni e le influenze artistiche eseguono sull’artista, a determinarne il vero valore e la particolarità.

Per riconoscere e dare valore ad un mobile neoclassico, per esempio, si noteranno senza dubbio, e prima di tutto, le linee generali, come i tipici ornamenti che richiamano l’epoca greco-romana, come i motivi a lira, le anfore, ma anche i dettagli esecutivi e le capacità stilistiche di un’artista, che riesce a rendere proprio lo stile generale, facendolo diventare uno splendido stile individuale. Attenzione, però, questo può essere anche un terreno minato: d’altronde, le imitazioni prive di valore e di doti stilistiche sono tante, pertanto occorre che tra stile generale e stile individuale vi sia comunque un nesso ed un indirizzo comune.

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