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Antichità Giglio
Carrà Carlo

(Quargnento, 11 febbraio 1881 – Milano, 13 aprile 1966)

Carlo Carrà è un pittore italiano nativo di Quargnento, città in provincia di Alessandria.
Nasce nel 1881 da padre artigiano e, dopo essersi dedicato al lavoro di decoratore murale per una decina di anni da Milano a Parigi e Londra, decide, nel 1906, di iscriversi all’Accademia di Brera. Qui conosce molti pittori, allora giovani, come Umberto Boccioni, Valeri, Romani.

A Brera, dopo 4 anni, Carlo Carrà redige insieme ad altri, tra cui Filippo Tommaso Marinetti, un documento di esortazione verso i giovani per stimolarli a rinnovarsi e rinnovare il loro linguaggio, noto come Manifesto del Futurismo. Si interessano all’appello Giacomo Balla e Gino Severini e sarà questo gruppo a far nascere il Futurismo. “La Voce” sta per diventare la nuova rivista "Lacerba" e i futuristi rappresentano un riferimento importante all’interno di questo passaggio.
A questa rivista collabora lo stesso Carrà, non solo con i suoi scritti ma anche con numerosi disegni.

L’avvicinamento al cubismo francese è però evidente e lo è anche la crisi artistica di Carrà. La realizzazione dei primi collage dimostra l’entrata in collisione con il futurismo e l’inizio di un momento riflessivo occupato dallo studio di Giotto e Paolo Uccello.

Arruolato nell’esercito per il servizio militare, viene presto ricoverato per motivi di salute. Ed è all’ospedale militare di Ferrara che incontra Savinio, De Chirico, De Pisis e Govoni. Rientrato a Milano, celebra il suo matrimonio con Ines Minoja e, dopo un periodo di crisi artistica, rinasce con una diversa idea della pittura che mira a semplificare l’immagine.

Questa verrà poi considerata la terza stagione artistica di Carlo Carrà, iniziata nel 1921, che prende il nome di realismo lirico. In questo periodo, infatti, si lega ad un nuovo modo di interpretare il legame tra idea e natura e i nuovi soggetti, protagonisti dei suoi lavori, sono i paesaggi.

A partire dal 1926 Carlo Carrà trascorre molte settimane in Versilia, in particolare a Forte dei Marmi. Qui i paesaggi pieni di luce lo inebriano di emozioni insieme ai monti, alle spiagge solitarie ai capanni abbandonati, da cui trae ispirazione per dipinti con soggetto marino. Carrà muore nel 1966 a causa di una malattia.

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