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Antichità Giglio

La galleria Antichità Giglio si occupa dal 1978 dell'acquisto e della vendita di dipinti antichi, dipinti dell'800, dipinti del '900 e di arte moderna e contemporanea. Lino Giglio, il titolare, è un perito iscritto alla Camera di Commercio di Milano e all'Albo del Tribunale di Milano.

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Zais Giuseppe

(Forno di Canale, 22 marzo 1709 – Treviso, 29 dicembre 1781)

Giuseppe Zais nasce il 22 Marzo del 1709 a Forno di Canale, in provincia di Belluno. Le notizie riguardanti la sua vita sono scarse. Le fonti a noi giunte parlano di un breve periodo di apprendistato a Belluno e di un suo trasferimento a Venezia tra il 1725 e il 1730. E proprio nella Città di Venezia che Zais intraprende ed esegue, per circa 50 anni, la professione di pittore di paesaggi.

Le influenze artistiche arriveranno dal pittore paesaggista italiano, Marco Ricci che con la sua pennellata veloce e libera e le sue incisioni, ha fatto sì che Zais desse alle sue opere un effetto scenografico. Paesaggi e vita rurale i suoi,  incorniciati entro macchie e colori densi.

Il risultato delle sue opere, seppur di gradevole effetto, non è riuscito, però, a raggiungere il forte potere “drammatico” dei lavori di Marco Ricci.  Ad alleggerire la sua vena artistica con tratti morbidi e raffinati è stato l’incontro con l’artista toscano Francesco Zuccarelli, anch’egli trasferitosi a Venezia nella prima metà del 1700.

Tra il 1748 e i 1768 Giuseppe Zais entra nell’elenco della Fraglia veneziana dei pittori. Tra le sue opere vengono menzionate e ricordate “Paesaggi di fantasia e Vedute di città” realizzate tra il 1760 e il 1765 circa, come decorazioni  delle pareti dei corridoio di Villa Pisani a Stra.

Unica opera datata è “Paesaggio con fontana classica” consegnata all’Accademia di Venezia nel 1765, con la speranza di ottenere l’ammissione, quest’ultima concessagli soltanto dieci anni dopo. Oggi la stessa opera è conservata presso le Gallerie.

Nonostante le sue grandi doti e i suo talento, Giuseppe Zais, non riesce a riscuotere tanto successo, tanto da assumere l’appellativo di pittore “sfortunato”. Le fonti raccontano che morì da mendico presso l’ospedale di Treviso il 29 Dicembre del 1781.


Lino Giglio è iscritto al ruolo dei PERITI ed ESPERTI n° 2683 Camera di Commercio di Milano
e iscritto al Albo del Tribunale di Milano CTU n° 12101.

Antichità Giglio è iscritta alla FIMA (Federazione Mercanti D'Arte Antica),
all’Associazione Antiquari Milanesi e all’AAI (Associazione Antiquari d’Italia).

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