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Antichità Giglio
Vecellio Tiziano

(Pieve di Cadore, 1485/90 (?) - Venezia, 1576)

Considerato come il maggiore pittore italiano appartenente al sedicesimo secolo, Tiziano Vecellio fu artista poliedrico ed innovatore, uno dei maggiori rappresentanti della corrente artistica del suo tempo ma anche un originale pittore, in grado di trasformare e fare proprie le influenze artistiche degli anni della sua formazione. Tiziano nacque a Pieve di Cadore tra il 1485 e il 1490 – non è nota la data esatta di nascita sebbene le fonti sul pittore siano molto estese.

Tiziano assecondò le influenze di molti artisti del suo tempo: Bellini, Giorgione, Durer, Raffaello e Michelangelo. Primo fra tutti Giovanni Bellini, che ebbe nel giovane pittore un peso molto importante dal punto di vista della sua formazione artistica. La frequentazione con Giorgione è molto presente nella formzione di Tiziano, tanto da partecipare negli anni tra il 1506 e il 1508 all’affresco della decorazione esterna del fondaco dei Tedeschi, a Venezia. Giorgione e Tiziano vi fu una sorta di scambio alla pari, in cui il giovane Tiziano contrappose la sua vivacità di colore alla fissità di Giorgione, talvolta contemplativa ed enigmatica.
I primi lavori autonomi di Tiziano si datano attorno al 1511: da questo momento in poi, il forte interesse per il colore e l’arte drammatica del pittore si maniferstarono in tutta la loro autorità, in opere come I tre miracoli di Sant’Antonio e L’amore sacro e profano. Dalla bottega del Tiziano nacquero opere come ViolanteTre età dell’uomo, e le opere mitologiche come Nascita di AdoneFavola di PolidoroOrfeo ed Euridice. Fu artista colto e offrì la sua arte a numerose committenze religiose e private. Tra quelle religiose si ricorda l'Assunta di S. Maria dei Frari, la Pala Pesaro, la Pala Gozzi. Tra le committenze private si annoverano illustri personaggi dalle corti europee: le grandi tele mitologiche per Alfonso d'Este, i grandi ritratti come Carlo V con il cane o il ritratto di Isabella d'Este. E ancora, per Guidobaldo della Rovere eseguì la celebre Venere di Urbino. Il soggiorno a Roma tra il 1545 e il 1546 e la lezione romana lo portarono ad un gioco di contrasti chiaroscurali e ad un forte luminismo che ben si evidenziarono in opere come Incoronazione di spine o Paolo III con i nipoti. Il lavoro per le corti europee lo portò ad Augusta nel 1548 e nel 1550 e 1551 e i potenti committenti gli diedero gloria e notorietà attraverso mirabili opere come Carlo V a cavallo, o come Venere e Adone, Diana e Atteone eseguiti per Filippo II. Gli ultimi lavori comunicarono la riflessione interiore del Tiziano uomo lasciandoci opere in cui i tocchi di luce diedero accento alla drammatictà dei temi come l'Incoronazione di spine, il Supplizio di Marsia o la Pietà (incopmiuta). 

Lino Giglio è iscritto all'Albo del Tribunale di Milano CTU n° 12101
e iscritto al ruolo dei PERITI ed ESPERTI n° 2683 Camera di Commercio di Milano.

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all’Associazione Antiquari Milanesi e all’AAI (Associazione Antiquari d’Italia).

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