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Antichità Giglio

La galleria Antichità Giglio si occupa dal 1978 dell'acquisto e della vendita di dipinti antichi, dipinti dell'800, dipinti del '900 e di arte moderna e contemporanea. Lino Giglio, il titolare, è un perito iscritto alla Camera di Commercio di Milano e all'Albo del Tribunale di Milano.

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Federico Barocci

(Urbino, 1535 ? – Urbino, 30 settembre 1612)

Federico Barocci, (Urbino, 1535? – Urbino, 30 settembre 1612) detto il Fiori, è stato un pittore italiano, un importante esponente del Manierismo italiano e dell’arte della Controriforma e fu considerato uno dei maggiori precursori del Barocco. Il suo stile elegante lo fa ritenere uno dei pittoripiù importanti fra Correggio e Caravaggio. Nasce probabilmente nel 1535 a Urbino da una famiglia di artisti di origini lombarde, il bisnonno era scultore, il padre un abile orologiaio e incisore di gemme e proprio dal padre Federico apprese l’arte del disegnare.

Da bambino studiò con Battista Franco, che lo avviò allo studio della scultura antica. La sua carriera inizia a Roma e fu brillante, ispirata da Raffaello, e ammirata da un anziano  che gli diede l’incarico di dipingere una pala d’altare con la Visitazione per la sua Chiesa Nuova. Si racconta che Filippo Neri a dipinto ultimato, rimase letteralmente estasiato. Il dipinto mostra in un contesto di vita quotidiana romana  Elisabetta e la Vergine che si salutano.

Nel 1565 convinto di essere stato avvelenato per gelosia, lasciò Roma e tornò nella sua città natia Urbino dove entrò sotto la protezione di Francesco Maria II della Rovere, duca di Urbino a cui essendo anche ritrattista dedicò una tela esposta oggi agli Uffizi. Urbino aveva una notevole vivacità culturale, ma comunque non era Roma e nonostante questo riuscì a ottenere importanti commissioni per le sue pale d’altare, avvicinandosi molto alle correnti innovative dei Francescani e dei Cappuccini.

A causa delle sue condizioni di salute, dovute al presunto avvelenamento, non poteva lavorare con una certa continuità, doveva lavorare per brevi periodi e lasciare la verniciatura delle pale per ultimo. Mantenne comunque un buon livello e cominciò a studiare, diventando pioniere della tecnica dei pastelli e degli schizzi ad olio,  fece anche studi sull’illuminazione, sulla prospettiva del colore e sulla natura. Bisogna dire che le sue opere non raccontano per niente le sue pene e le sue angosce. Uomo profondamente infelice, malinconico e irascibile, con un carattere molto difficile, un uomo molto solo in contrasto con le sue pitture, colorate, serene e ottimistiche.

Morì a Urbino il 30 settembre del 1612.


Lino Giglio è iscritto al ruolo dei PERITI ed ESPERTI n° 2683 Camera di Commercio di Milano
e iscritto al Albo del Tribunale di Milano CTU n° 12101.

Antichità Giglio è iscritta alla FIMA (Federazione Mercanti D'Arte Antica),
all’Associazione Antiquari Milanesi e all’AAI (Associazione Antiquari d’Italia).

Federazione Italiana Mercanti d’Arte
Associazione Antiquari Milanesi
Associazione Antiquari d’Italia

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