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Antichità Giglio

La galleria Antichità Giglio si occupa dal 1978 dell'acquisto e della vendita di dipinti antichi, dipinti dell'800, dipinti del '900 e di arte moderna e contemporanea. Lino Giglio, il titolare, è un perito iscritto alla Camera di Commercio di Milano e all'Albo del Tribunale di Milano.

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Della Bella Stefano

(Firenze, 18 maggio 1610 – Firenze, 12 luglio 1664)

Stefano Della Bella è stato un incisore italiano. Nacque a Firenze nel 1610.

Proveniente da una famiglia di scultori e incisori, cominciò dapprima a frequentare la bottega dell’orafo Giovanni Fossi, che lasciò poco tempo dopo per l’atelier del cesellatore e medaglista Gasparo Mol.

Pare che l’artista cominciò a copiare le incisioni di Jacques Callot presso l’orafo Orazio Vanni, ed è proprio il maestro di Callot ad aiutare Della Bella e soprattutto a metterlo in contatto con Cesare Dandini, presso il quale l’artista fiorentino studiò pittura a partire dal 1625.

Sotto la protezione di Lorenzo de’ Medici, realizzò circa cinquanta disegni illustrativi per un’edizione del “Trattato della Pittura” di Leonardo da Vinci. Molto importante per la sua formazione pittorica fu il viaggio di studio che fece a Roma, voluto dal suo protettore de’ Medici. Qui conobbe diversi incisori e disegnatori, che influirono sulla sua successiva scelta di trasferirsi a Parigi.

Intanto a Roma produsse numerose vedute di Tivoli, della campagna romana e rovine e scene di strada; fece inoltre copie di dipinti antichi di Raffaello e di sculture classiche. L’opera più importante del suo soggiorno romano è la grande stampa con l’Entrata in Roma dell’eccel.mo ambasciatore di Pollonia l’anno MDCXXXIII.

Si recò presto a Parigi dove, grazie alle opere che realizzò per il cardinale Richelieu, la fama fu garantita. Manifestò il suo amore per la natura attraverso diversi quadretti, che rivelavano nei paesaggi e nelle figure umane uno stile pieno di fantasia.

Intorno al 1640 risale anche l’unico suo dipinto finora rintracciato, un Incendio di Troia, su pietra di paragone, che, eseguito per don Lorenzo de’ Medici a pendant con un Inferno di Vincenzo Mannozzi (entrambi i quadri agli Uffizi) documentava la sua brillante abilità pittorica, presto tuttavia trascurata per dedicarsi solo all’incisione.

Morì a Firenze nel 1664, in seguito ad una lunga malattia.


Lino Giglio è iscritto al ruolo dei PERITI ed ESPERTI n° 2683 Camera di Commercio di Milano
e iscritto al Albo del Tribunale di Milano CTU n° 12101.

Antichità Giglio è iscritta alla FIMA (Federazione Mercanti D'Arte Antica),
all’Associazione Antiquari Milanesi e all’AAI (Associazione Antiquari d’Italia).

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