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Antichità Giglio

La galleria Antichità Giglio si occupa dal 1978 dell'acquisto e della vendita di dipinti antichi, dipinti dell'800, dipinti del '900 e di arte moderna e contemporanea. Lino Giglio, il titolare, è un perito iscritto alla Camera di Commercio di Milano e all'Albo del Tribunale di Milano.

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Calza Antonio

(Verona, 1653 – Verona, 18 aprile 1725)

Nato a Verona nel 1653, Antonio Calza fu un interessante esponente artistico di fine Seicento ed inizi settecento: un pittore che si appassionò all’arte, ed in particolare alla pittura, sin dall’infanzia, e che per questo motivo, come era accaduto a molti altri artisti, rifiutò di seguire le orme del padre per dedicare anima e corpo a quella che era la sua più grande passione.

Il padre, Giovanni, era un noto orefice di Verona, che sperava che il figlio scegliesse di imparare il suo mestiere proseguendo quella che era una tradizione di famiglia; ma Antonio Calza, alla tenera età di 11 anni, decise di fuggire dalla città e dalla famiglia che lo avevano cresciuto, per raggiungere Bologna, dove poté iniziare la sua formazione artistica grazie al maestro Cignani.

Ebbe così inizio la carriera pittorica dell’artista, nei cui primi dipinti si nota una certa propensione alla pittura paesaggistica e storica, forse consigliato dal maestro. Qualche anno dopo, invece, si recò a Roma, dove poté studiare con Borgognone, salvo poi ritornare a Verona, nel 1675, quando fece pace con la famiglia e sposò una ricca vedova, molto più grande di lui (aveva 88 anni), dalla quale ereditò molto denaro.

E proprio a Verona, la città dalla quale era fuggito anni prima e nella quale era ritornato per riconciliarsi con il padre, il giovane pittore ebbe un grande successo, diventando famoso ed eseguendo molte opere, soprattutto dipinti raffiguranti battaglie, ma anche paesaggi e vedute.

A causa di un problema con la giustizia – fu accusato di omicidio, commesso tuttavia per errore – l’artista si allontanò da Verona, e si recò nuovamente a Bologna, dove proseguì la sua produzione artistica.

Si sposò altre due volte, e la terza moglie, Angiola Agnese Pakman, che sposò ne 1708, era una pittrice fiamminga che amava raffigurare in particolar modo fiori e frutta e animali, e che collaborò in alcuni dei suoi dipinti ed opere. Fu molto apprezzato anche dalla corte dei Savoia, per i quali dipinse alcuni ritratti.

Ritornò a Verona dopo molti anni dalla sua partenza, e qui morì il 18 aprile del 1725.


Lino Giglio è iscritto al ruolo dei PERITI ed ESPERTI n° 2683 Camera di Commercio di Milano
e iscritto al Albo del Tribunale di Milano CTU n° 12101.

Antichità Giglio è iscritta alla FIMA (Federazione Mercanti D'Arte Antica),
all’Associazione Antiquari Milanesi e all’AAI (Associazione Antiquari d’Italia).

Federazione Italiana Mercanti d’Arte
Associazione Antiquari Milanesi
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