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Antichità Giglio

La galleria Antichità Giglio si occupa dal 1978 dell'acquisto e della vendita di dipinti antichi, dipinti dell'800, dipinti del '900 e di arte moderna e contemporanea. Lino Giglio, il titolare, è un perito iscritto alla Camera di Commercio di Milano e all'Albo del Tribunale di Milano.

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Bernini Gian Lorenzo

(Napoli, 7 dicembre 1598 – Roma, 28 novembre 1680)

Bernini Gian Lorenzo fu uno dei massimi esponenti dell’arte barocca pittorica e scultorea dell’Italia del Seicento. Nato nel 1598 a Napoli, figlio di un grande scultore da cui apprese l’arte, si fece notare proprio per la sua abilità di trarre splendide figure da un semplice blocco di marmo.

Il cardinale Borghese fu il suo primo committente, fra il 1616 e il 1624, per lui Bernini realizzò quattro gruppi di statue mitologiche. L’anno dopo, il 1625, il Bernini si propose anche come architetto col rifacimento della chiesa di S. Bibiana e il restauro del palazzo di Propaganda Fide. In seguito si dedicò anche alla pittura eseguendo alcune opere di ritrattismo.

Fra le opere scultoree giovanili ricordiamo anche: la Capra Amaltea, il Putto con il dragone, la Fontana con il satiro e la pantera, il Gruppo bacchico, il San Lorenzo sulla Graticola, il San Sebastiano, il Putto morso da un pesce, l’Anima beata e l’Anima dannata.

Man mano che il lavoro e lo studio procedettero, lo stile del Berini si evolve in cerca di un nuovo movimento nella composizione, lo notiamo nel baldacchino di S. Pietro, eseguito dopo la metà degli anni venti del seicento, e nella fontana del Tritone. Il trionfo del barocco emerge chiaramente nell’opera del S. Longino in S. Pietro ed anche nel sepolcro di Urbano VIII sempre collocato in S. Pietro.

Attorno all’anno 1644 il Bernini ebbe un periodo decisamente sfortunato, non avendo ottenuto il favore del nuovo papa Innocenzo X, ma realizzò ugualmente delle opere ricche d’espressività e di poesia come La Verità svelata dal Tempo e L’estasi di s. Teresa. In seguito alla riappacificazione con Innocenzo X (1651) Bernini realizzò la decorazione dei pilastri e delle navate di S. Pietro e la fontana dei Quattro Fiumi una delle più splendide espressioni dell’arte barocca nelle sue opere.

Seguirono la costruzione del portico di S. Pietro (1656), le tre piccole chiese a pianta centrale di S. Andrea al Quirinale (1658), di Castelgandolfo (1660), dell’Ariccia (1668) e le statue per la cappella Chigi in S. Maria del Popolo (1661). Quindi nel 1665 si diresse verso Parigi dove Luigi XIV lo invitò a preparare un progetto per la facciata del Louvre che non fu poi accettato. Tornò quindi in Italia dove si dedicò a nuovi lavori fra cui: la decorazione di ponte S. Angelo, la tomba di Alessandro VII (1672-78) e la statua giacente della Beata L.Albertoni (1674).

Morì a Roma nel 1680.


Lino Giglio è iscritto all'Albo del Tribunale di Milano CTU n° 12101
e iscritto al ruolo dei PERITI ed ESPERTI n° 2683 Camera di Commercio di Milano.

Antichità Giglio è iscritta alla FIMA (Federazione Mercanti D'Arte Antica),
all’Associazione Antiquari Milanesi e all’AAI (Associazione Antiquari d’Italia).

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