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Antichità Giglio

Domenico Bissoni, 'Crocifisso'

COD. 142
Domenico Bissoni, 'Crocifisso'

Scultura in avorio su croce in ebano, XVII secolo

Domenico Bissoni
(Bissone, metà del XVI secolo - Genova, 1639 o 1645)

Crocifisso

Scultura in avorio su croce in ebano, entro una teca in legno scolpito e dorato
Genova, prima metà del XVII secolo

Dimensioni: Corpus Christi cm 60x35; teca cm 140x60

Dai documenti rinvenuti, Domenico risulta figlio dello sculture Francesco Gaggini e acquisì il cognome con il quale è noto dal luogo di origine, Bissone appunto, piccolo paese sul lago di Lugano. Fu noto anche come il Veneziano, soprannome dovuto ad un soggiorno nella città lagunare nella quale, in epoca giovanile, egli scoprì e apprese la scultura lignea veneta della seconda metà del Cinquecento. Dal 1957 Bissoni venne documentato a Genova (Arch. Di Stato di Genova, Notaio Olivieri, 1597; Genova). Qui risulta sposato e residente nella contrada di "Scuteria". Risalgono agli ultimi anni del Cinquecento e primi del Seicento alcune sue opere di raffinato intaglio come il tabernacolo della chiesa di San Giovanni Battista a Pive di Teco o la cassa con la raffigurazione di Cristo al Calvario presso l'oratorio di Santa Croce in Sarzana. Quest'ultima venne purtroppo distrutta ma si sa che gli diede fama e numerose altre committenze, tra le quali un gruppo ligneo raffigurante Cristo morto presso il convento in San Martino d'Albaro a Genova e il Crocifisso (detto il "moro" per il particolare colore del legno di giuggiolo) conservato nell'oratorio di San Giacomo della Marina a Genova.
La sua bottega divenne una vera e propria accademia che formò illustri scultori quali Marcantonio Poggio, Pietro Andrea Torre, Anton Maria Maragliano e lo stesso figlio di Bissoni, Giambattista, il quale portando avanti la scultura eburnea risultò influenzare molti artisti internazionali del tempo, soprattutto spagnoli.
Non è certa la data della morte di Bissoni che avvenne a Genova, per il Soprani nel 1639 mentre per il Cervetto nel 1645.

Il Bissoni può essere considerato il fondatore della scuola di plastica eburnea a Genova, egli infatti non solo impiegò i materiali più tipici della scultura come il legno o il marmo ma si cimentò soprattutto con l'avorio. Modellò le sue opere in avorio in grandi dimensioni con l'intento di utilizzare questo materiale come alternativo ma dalla resa ugualmente emozionante. L'avorio, con i suoi colori e le venature, gli diede la possibilità di dare alle sculture toni meno freddi del marmo e meno omogenei del legno. Nelle sue figure in avorio si evidenziano particolari che ci rimandano alle sculture monumentali piuttosto che ai lavori di intagli minuti e minuziosi tipici della scultura eburnea barocca. Anche l'attenzione per i ettagli drammatici nei soggetti scolpiti hanno un forte legame con la scultura di grandi dimensioni dove si potevano ben evidenziare il pathos dell'uomo colto nell'attimo. Bissoni lasciò numerosi crocefissi per committenze religiose ma anche private che lo apprezzarono perché seppe superare la staticità nelle figure dei suoi predecessori ed esprimere in maniera eccezionale il dolore del Dio-uomo morente sulla croce. Il volto di Cristo del crocifisso qui presentato è ritratto nel momento di estremo dolore quando il corpo sta per cedere allo stremo delle fatiche, manifestando quindi un interesse da parte dell'artista per quel naturalismo che in quegli anni dominava anche il mondo della pittura. L'attribuzione al Bissoni è evinta da questi dettagli riscontrati in molte sue opere, soprattutto si noti i particolari del volto, il modellato del costato, la composizione delle pieghe del perizoma e la postura dei piedi come molto simili ad un Cristo crocifisso in collezione privata e pubblicato in E.D. Schmidt, M. Sframeli, cat. 52.


DISPONIBILE
Sculture e bassorilievi
Coppia di angeli reggicero, XVII secolo
Legno scolpito, dorato e policromo
Pietro Riboldi, "Donna seduta"
Scultura in bronzo, altezza cm 39
Angelo Silvio Galli (1870 - 1933), "Un bacino"
Scultura in bronzo, altezza cm 29
Pietro Cendali, "Bacco fanciullo"
scultura in bronzo, altezza cm 122
Angelo Bottinelli, "Prima posa"
Scultura in marmo, altezza cm 132
Luigi Avolio, "Nascita di Venere"
Scultura in argento, XX secolo

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