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Antichità Giglio

Cassettone, Venezia, terzo quarto del XVIII secolo

COD. 1161
Cassettone, Venezia, terzo quarto del XVIII secolo

Lastronato in radica di noce e intarsiato in legni vari

Il mobile presenta un corpo mosso sia sul fronte che sui fianchi. Il fronte presenta due cassetti separati da traversa e decorati ciascuno da una cornice esterna a rilevo scolpita a lunghe volute intervallate a piccoli decori rocailles, mentre, più interna, una cornice intarsiata a nastro ritorto racchiude i pannelli in radica. Gli angoli sagomati sono decorati da un motivo intarsiato a fiore dal quale cade un nastro ritorto. I fianchi fortemente svasati presentano il medesimo motivo dell’intarsio dei cassetti e così pure il piano. Il grembiale è sagomato a molteplici volute a doppia centinatura intervallate da decori rocailles. Piedi a voluta che terminano in un piccolo decoro fogliato.

Dimensioni: cm 79x127x54


Se numerosi sono gli esempi nel repertorio dell’ebanisteria veneziana ai quali ricollegare la forma e la costruzione di questo cassettone, è invece raro avere riscontri di questa tipologia non in legno laccato. Infatti, è facile avere esempi di cassettoni in legno laccato a due cassetti con le ampie pilastrate agli angoli stondati con parte superiore più ampia e aggettante che via via si alleggerisce verso la base. Si vedano per esempio i cassettoni pubblicati in G. Morazzoni, Il Mobile Veneziano del Settecento, Milan, 1958, tav. XIV e S. Levy, Il mobile veneziano del Settecento, Milano, 1964, vol. I, tavv. 130-131. A sua volta molto simile ad un cassettone venduto nelle sale di Christie’s a Londra nel 1999. Vero è che la particolarità di questo mobile oltre alla raffinatezza delle forme, delle dimensioni e dell’intarsio sta nel rappresentare una sorta di passaggio tra lo stile Luigi XV e il Luigi XVI. Le forme, infatti, se da un lato sono ancora legate per certe scelte alla metà del secolo, dall’altro non è più presente la fascia svasata che raccordava il piano al resto del corpo e che regalava al mobile una doppia mossa. La scomparsa della laccatura è un altro passo fuori dallo stile Luigi XV e gli intarsi a nastro ritorto sono chiaro indice di un avvicinamento alla seconda parte del Settecento.


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