Vetrinette antiche

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Maggiori informazioni sulle vetrinette antiche

Le vetrinette antiche sono l’evoluzione di un mobile che nacque per comodità ma divenne un complemento d’arredo: la credenza. La storia del mobile antico è composta di necessità pratiche da soddisfare ed inseguito di necessità estetiche, non solo, in molti casi come in quello della credenza il mobile diveniva un simbolo di status nonché un modo per porre in mostra i propri averi. Da qui nascono le vetrine antiche.

Sostanzialmente la funzione del mobile è cambiata: la credenza veniva adoperata per esporre gli utensili pregiati, come gli argenti, ma anche per esporre le pietanze alla vista di modo che gli invitati non sospettassero di poter esser avvelenati mentre le vetrine d’antiquariato servivano, e servono, per riporre i servizi pregiati, solitamente il corredo delle nozze.

Vetrinette antiche: le origini

In origine dunque era la credenza. Prima del 1400 si trattava di un mobile senza prestigio, funzionale, composto di un ripiano o più ripiani utili per riporre cibi ed utensili. Effettivamente furono i francesi i primi a rinnovare questo mobile, chiamandolo Dressoir, apportandovi piccole modifiche alla struttura.

Naturalmente è ancora un mobile aperto, prettamente in noce, con semplicemente qualche ripiano in aggiunta ed utilizzato esclusivamente per riporre i servizi da tavola. Diffondendosi in Italia, la credenza antica, assume un nuovo ruolo: viene posta nella sala da pranzo ed adoperata per mostrare agli invitati le vivande fredde, un domestico era incaricato di presentarle, assaggiarle e poi venivano servite.

Dal Dressoir, in Francia, si passa al Buffet (da Pierre Buffet, cuoco di corte di Francesco I) nel 1500. Il mobile acquista una certa rilevanza, viene utilizzato per mostrare i servizi pregiati. La sua struttura comprende mensole d’armadio sovrapposte, gradini, sottopiede e successivamente sportelli, viene ancora prediletto il noce ma si comincia a lavorare anche il legno della frutta ed a concepire le prime decorazioni, lesene scanalate per lo più, ma anche motivi a foglia d’acanto, cornici e trecce.

Nel 1600 la credenza è un mobile decisamente di prestigio: vi si espongono ori ed argenti. S’iniziano a concepire diversi mobili per i diversi servizi, che si andranno poi a riunificare nuovamente in un’unica credenza. Questa è l’epoca in cui cominciano a comparire intagli ma anche intarsi, decorazioni più elaborate (i motivi variano a seconda dei gusti che in Italia variano da regione a regione) e viene scoperta la lavorazione dell’ebano, che in parte oscura il noce.

Dalla credenza alle vetrinette antiche

Le vetrinette antiche fanno la loro comparsa nel 1700, in Francia. In quest’epoca si è abbandonato il buffet per la commode, un mobile molto prestigioso e molto più piccolo che trova fertile terreno di lavorazione e creatività a Venezia. La credenza stile armadio viene dimenticata, al suo posto viene creato un mobile composto di due pezzi sovrapposti, con alzata, la cui parte superiore è chiusa da ante a vetri.

Il rococò è senza dubbio l’epoca in cui le vetrine, non solo riscuotono molto successo, ma vengono create in tantissime fogge, stili e mode fino ad esser considerate quasi opere d’arte più che mobili d’arredo. E’ ancora molto in voga il noce ma si guarda anche ad altri legni quali rovere, pioppo, castagno ed abete. Molto diffusa la radica di noce. Le vetrinette d’antiquariato vengono realizzate anche laccate con decorazioni orientali, motivi floreali e marini, dorature, intarsi in bronzo e motivi ad intaglio.

Fra il 1800 ed il 1900 si riscopre la semplicità ed i motivi classici dettati dallo stile Impero, quindi legni esotici di tonalità scure ma si da un ampio spazio alle vetrine che fungono da ante. All’inizio del ’900 ormai sono in uso tutte le varietà del legno, si avvia la produzione industriale ma si mantiene una certa raffinatezza per il gusto ed i motivi decorativi.

Il valore di una vetrinetta d’antiquariato, in epoca cinquecentesca, veniva determinato dalla lunghezza, ampiezza e numero dei ripiani mentre oggi si determina in base alla lavorazione, all’età ma in special modo allo stato di conservazione del mobile, è inoltre fondamentale che tutte le parti del mobile siano originali all’esterno ed all’interno.

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