Tavoli antichi – Stime e valutazioni

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albo perito

Il tavolo è decisamente uno dei più antichi ed indispensabili mobili d’arredo della casa.

Prima esclusivamente funzionale, poi anche ornamentale, diede origine alle scrivanie ed ai tavolini da salotto. I tavoli antichi assolvevano come oggi la funzione di fornire un piano d’appoggio ai commensali e successivamente di essere un ripiano comodo in cui posare gli oggetti o anche scrivere, avevano dunque funzioni conviviali ma anche sociali.

Storia dei tavoli antichi

Sin dall’epoca antica si è sempre sentita la necessità di avere un piano d’appoggio per i pasti. Tuttavia le popolazioni nomadi non potevano concepire l’idea del mobile fisso dunque adoperarono un’asse luna e stretta che poteva essere montata su due cavalletti all’occorrenza e poi smontata.

L’idea di tavolo come mobile nasce in epoca greco-romana, non una dimensione prettamente domestica, come si può supporre, ma anche nei luoghi di culto presso gli altari degli dei. In ambito domestico il tavolo non era considerato un arredo e si prediligeva ancora la struttura smontabile. Rigorosamente in legno, la mensa, era un’asse montata all’occorrenza su tre piedi che veniva poi smontato per lasciar spazio alle attività quotidiane o ai letti.

Il tavolo si diffuse anche a Roma dove venne chiamato “Mensa delphica” la sua struttura rettangolare prevedeva tre pezzi supportati da una gamba centrale a forma di zampa d’animale o anche di figura antropomorfa, delle fasce decorate invece nascondevano il supporto.

In Egitto ed in Babilonia, sempre rettangolare, il tavolo prevedeva quattro gambe che s’incrociavano.

La forma dei tavoli antichi è molto importante in quanto rispecchia le regole sociali: rettangolare perchè a capotavola vi si sedeva il membro più importante della casa, quindi quadrato e rotondo per dare l’idea della democrazia. Il materiale invece, fino al novecento, è sempre il legno in quanto facilmente reperibile, resistente ed economico.

I tavoli antichi nel corso del tempo

Nel 1300 il tavolo antico era ancora considerato per la sua semplice funzionalità, dunque smontabile. Molto semplice ed essenziale si copriva all’occorrenza con teli o tappeti, l’asse si poneva su tre sostegni e si smontava quando cessava d’esser utile.

Il vero luogo di nascita del tavolo è il convento, nei refettori difatti viene ideato il tavolo fisso poggiato su due gambe raccordate da una traversa, questo tavolo era detto “fratino”.

In epoca rinascimentale si guarda ai tavoli antichi con rinomata ispirazione: viene mantenuto fisso ed assume le sembianze del mobile che conosciamo oggi. S’iniziano a scolpire le gambe, a concepire forme architettoniche, non si tratta ancora di niente di sfarzoso è ancora un mobile semplice e funzionale in armonia con il resto della mobilia della casa.

S’iniziano velocemente ad ideare nuovi tipi di tavoli per vari usi ed alla fine del cinquecento i tavoli antichi dispongono di quattro gambe.

Il materiale naturalmente è ancora il legno, il noce ed il quercia sono i privilegiati, anche se con l’avvento delle mode francesi ed inglesi si scoprono l’ebano, il mogano ed i legni esotici; si scoprono anche nuove tecniche di decorazione quali l’intarsio e la pittura, ma anche gli effetti cromatici in epoca barocca.

Fra il seicento ed il settecento si passa dai chiodi e incastri alla colla e s’iniziano ad adoperare pietre dure, materiali preziosi, marmo e cuoio per le superfici ed il bronzo per l’intarsio. In epoca settecentesca in particolare s’iniziano a costruire varie tipologie di tavoli antichi: dai piccoli tavoli da notte agli scrittoi, nati in Inghilterra per l’esigenza delle signore che intrattenevano amicizie epistolari. Il tavolino da salotto arriverà nel ventesimo secolo.

In epoca Rococò i tavoli antichi rispecchiano i gusti del momento: lo stile fantasioso, le linee morbide, gli stucchi, la lucidatura e i minuziosi e raffinati intagli a motivo floreale. In Italia si diffonde lo stile veneziano ed il mobile laccato mentre in Inghilterra lo stile Queen Anne viene rimpiazzato dallo stile Chippendale.

Sempre in Italia, a Firenze, in epoca neoclassica il tavolo viene ricoperto da una pasta di marmo detta “scagliola”, un materiale economico e resistente. Si va diffondendo l’uso degli legni scuri intarsiati da legni chiari e si riscopre il gusto del classico fino al novecento quando l’avvento di nuove tecniche di lavorazione e nuovi materiali modellano tavoli di gusto decisamente più moderno.

Altre tipologie di mobili antichi

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