Scrittoio antico – Valutazioni

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albo perito

Lo Scrittoio antico

Sin dai tempi antichi l’uomo ha sentito l’esigenza di avere un appoggio per poter scrivere e leggere, ma lo scrittoio antico fu un’invenzione a cui si è arrivati con il tempo, molto dopo l’evoluzione del tavolo e della scrivania. Il concetto di arredamento antico, risale al ’300 e ’400, è molto diverso dal concetto di arredamento moderno: i mobili erano concepiti per essere utilizzati esclusivamente al momento del bisogno, pertanto erano smontabili. Il tavolo non faceva eccezione.

Di questi modelli non ne sono rimasti molti sul mercato mentre invece, ancora oggi, troviamo vari esempi nel panorama dell’antiquariato di scrittoi e scrivanie antiche. Lo scrittoio nasce non per un bisogno di appoggio generico, soddisfatto dal tavolo, ma per una specifica esigenza , tanto specifica da essere diversa anche dalla funzione richiesta alla scrivania. Lo scrittoio ha una funzione d’appoggio e una funzione “d’archivio”. La sua caratteristica, infatti, è la presenza di più cassetti, sotto il piano o sul piano.

Con il diffondersi dell’istruzione si arrivò ad avvertire l’esigenza di un mobile più specifico rispetto al semplice tavolo.
La linea di confine tra la scrivania e lo scrittoio, agli esordi, è molto sottile e, nelle definizioni che il mondo antiquariale dà, spesso vi è contaminazione. Si preferisce chiamare scrittoio il mobile che presenti più cassetti, presentandosi, così, più articolato di una scrivania.

Nel Seicento gli scrittoi si presentano come l’evoluzione della scrivania San Filippo, cioè con un piano relativamente piccolo per la scrittura, spesso con un cassetto abbattant, con un’alzata sul piano a più cassetti e a struttura lineare o ad un corpo centrale più rialzato rispetto ai due laterali. Come per la scrivania, la tecnica e i materiali utilizzati sono la lastronatura di legno e radica di legni diversi, di tartaruga e profili bronzei. Di straordinaria bellezza sono gli scrittoi intarsiati alla Boulle in tartaruga e bronzo a ricche raffaellesche e grottesche.

Gli inglesi furono tra i primi ad ideare scrittoi ed i francesi dal canto loro s’impegnarono a dare una valenza ornamentale. Nel settecento iniziano a fiorire intarsi, decori e supporti per candele in modo da avere un lume a disposizione per la scrittura. Sempre in quest’epoca fa la sua comparsa il bonheur du jour, un elegante scrittoio antico adoperato dalle signore aristocratiche per i loro diari e lettere. Il decoro diventa sempre più ricco e fantasioso: intarsi ricercati con decori floreali, lastronature che formano disegni, intarsi in bronzo o placche in porcellana o madreperla. Basti pensare ai capolavori d’intarsio in legno e madreperla di Pietro Piffetti.

Il gusto neoclassico squadra le curve del rococò e abbraccia gli intarsi di essenze diverse. Per lo scrittoio rimane il gusto per il decoro d’effetto e artisti quali Charles Topino diventano autori di trionfi musicali, quasi nature morte con piccoli vasi e anfore, come trompe l’oeil ad arricchire mobili di linee molto semplici.

Nell’Epoca Impero è la scrivania, con le sue dimensione grandi e con il suo valore di rappresentanza, a dominare la scena. Tuttavia, molto alla moda sono gli scrittoi di grandi dimensioni con calatoia a rullo, di manifatture inglesi e francesi.
Il resto dell’Ottocento vede la ripresa dei modelli settecenteschi e lo scrittoio ritorna in auge con Napoleone III con marqueterie ricche, gli intarsi, le splendide applicazioni in bronzo.
I mobili di piccole dimensioni sono tipici anche dell’epoca Liberty, prestandosi, infatti, ad esercizi di intarsio e intaglio, in Francia ma anche in Italia con artisti come Carlo Zen. Sono mobili esili nelle forme e leggeri negli intarsi per lo più floreali.

Altre tipologie di mobili antichi

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Sedie Antiche
Tavoli antichi
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