Librerie antiche

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Maggiori informazioni sulle librerie antiche

Ideali per uno studio o per chi vuole arredare un angolo di lettura, eleganti e senza tempo: sono le librerie antiche. Preziose per una collezione, aggiungono un tocco di classe ed unicità all’arredamento della sala o dell’ufficio. Le vere e proprie librerie d’antiquariato naturalmente non nascono in un’epoca decisamente antica, poiché l’avvento dei mobili destinati alla lettura ed alla scrittura si ebbe soltanto con la diffusione dell’istruzione.

Storia delle librerie antiche

In epoca greca e romana era costume riporre i libri all’interno dei cassoni (scrinia) che fungevano da  contenitori, sedili e ripiani d’appoggio. Nei locali in cui invece si vendevano i testi, questi venivano riposti in rudimentali armadi, piccoli e robusti, semplice con all’interno dei ripiani.

L’avvento dei mobili chiusi, nel tardo medioevo, fu sfruttato soprattutto nei monasteri dove gli amanuensi avevano l’esigenza di riporre in un luogo specifico i volumi. Un metodo che, con il diffondersi dell’alfabetizzazione, fu adottato anche dai privati e dai librai.

Ritroviamo questi armadi per conservare i libri anche nel Rinascimento e tuttavia ancora non si tratta di un mobile particolare ma di un comune mobile ad ante dove riporvi anche altri oggetti.

Successivamente alla nascita dello scrittoio assistiamo ad un’evoluzione degli armadi: s’iniziano a costruire mobili con pedane, scansie ed incorporati anche leggio e ripiani per la scrittura.

L’avvento delle librerie antiche

La diffusione dei libri va di pari passo con l’istruzione della popolazione su vasta scala, quindi, per secoli il mobile “libreria” non va immaginato così come lo potremmo intendere oggi. Possiamo pensare come “librerie” quei  mobili che rivestivano le pareti di grandi biblioteche di conventi, palazzi, castelli e abitazioni nobiliari. Potremmo citare la Libreria dell’Abbazia di S.Gallo, in Svizzera che addirittura risale al 719 d.C. Oppure la Libreria dell’Escorial, in Spagna, situata all’interno dell’omonimo monastero e risalente alla fine del XVI secolo, progettata da Juan de Herrera, che ideò anche gli scaffali.
Ecco quindi che il mobile che doveva contenere i libri faceva parte di un tutto molto più ampio, spesso ideato dallo stesso architetto che aveva ideato l’intera biblioteca, in linea magari con i decori dei soffitti e sicuramente adeguandosi alla struttura architettonica del salone.  In Francia, nel XVII secolo, diventò di moda costruire armadi non ancora molto alti, muniti di tende atte a chiudere le scansie alla vista, che furono poi sostituite da ante con vetri. S’iniziò a concepire l’idea che questi nuovi mobili potessero essere ornati e decorati per recare maggior prestigio alla stanza e per intonarsi al resto della mobilia.
Concepita in questo modo, quindi, la libreria segue lo stile dei tempi: lesene con ampi decori a volute e teste di putti o cascate di frutti nel XVII secolo, decorate con rocailles più leggere ma più ricche nel XVIII secolo e decori in radica via via sostituiti da laccature o dorature.

Le antiche librerie aperte, con i ripiani a vista, furono ideate nel XVIII secolo. Particolarmente eleganti i modelli francesi, ma anche quelli veneziani, rigorosamente in legno, intagliati, laccati o intarsiati.
Alla fine del XVIII secolo e in particolare dal XIX secolo le libreria entrano in un maggior numero di case. Non sono più parte di un intero complesso architettonico ma si trasformano in mobili, spesso a due corpi con parte inferiore ad ante e superiore a scaffali e le dimensioni si riducono. La libreria diviene un mobile comune che viene realizzato per le stanze da studio e accompagnano stilisticamente le scrivanie, gli scrittoi, i tavoli da lavoro. Sono di gusto neoclassico intarsiate e di linee semplici; bellissime sono le librerie Impero dove le ante sono alternate a lesene decorate da colonnine e capitelli bronzei.
Le decorazioni semplificate e l’assenza dell’ornato vengono compensate dall’utilizzo di legno pregiato e metalli, il bronzo ad esempio, per le maniglie e le filettature. La proporzione, che nel corso del tempo si è evoluta, viene realizzata rispettando gli spazi dell’ambiente ed in armonia con il resto della mobilia.
Per tutto il XIX secolo si assiste ad un progressivo inserimento di questa tipologia di mobile nelle abitazioni, con strutture semplici e sempre funzionali.

Nel Novecento la libreria è un mobile ormai diffuso e costituisce una presenza costante nelle abitazioni moderne. Le forme e i decori seguono gli stili che si susseguono nei decenni, Liberty, Deco, Modernista e poi le splendide librerie di Borsani, Albini degli anni ’50 e ’60, fino alle originali creazioni di Sottsass o Ron Arad.

Altre tipologie di mobili antichi

Comodini antichi
Sedie Antiche
Tavoli antichi
Scrittoi antichi
Scrivanie antiche
Librerie antiche
Credenze antiche
Specchiere antiche
Cassettoni antichi
Armadi antichi
Vetrinette antiche
Divani antichi
Consolle antiche
Comò antichi
Cassapanche antiche

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