La Detenzione Di Reperti Archeologici

reperti

Regna molta confusione in merito alla possibilità di rimanere in possesso di reperti archeologica qual’ora se ne rinvenissero alcuni. La Legge n. 364 del 20 giugno 1909 è molto chiara e non permette alcuna interpretazione, infatti chi dovesse ritrovare reperti archeologici non può vantarne la proprietà, poiché tali reperti sono generalmente rinvenuti nel sottosuolo o nei fondali marini che sono parte del demanio pubblico. Soltanto i beni di cui il privato cittadino è entrato in possesso prima del 1909, permangono di sua proprietà.

In caso di ritrovamento di reperti è necessario presentare una denuncia di detenzione alla sede territoriale della Soprintendenza per i beni archeologici entro 24 ore dall’evento.
Nel caso di beni presenti da molto tempo nelle abitazioni private, nel qual caso le famiglie fossero in grado di dimostrare di aver ottenuto il reperto tramite una regolare compravendita, una donazione, un’eredità o qualsiasi altro evento lecito, la Sopraintendenza, dopo aver provveduto alla catalogazione del bene, può, nel caso di beni di importante rilevanza, optare per la procedura di dichiarazione di interesse. In questo caso si acconsente al mantenimento del possesso stipulando, con il privato, un contratto nel quale questi si impegna ad assicurare la sicurezza dei materiali e a comunicare qualsiasi spostamento eventuale del reperto. La Sopraintendenza, con l’ausilio delle Forze dell’Ordine, effettuerà dei sopralluoghi al fine di controllare lo stato di conservazione del bene.

Nel caso di compravendita di reperti archeologici vincolati, è necessario fare denuncia alla Sopraintendenza per consentire allo Stato il diritto di prelazione entro sessanta giorni dalla comunicazione, tale procedura permette allo Stato di incrementare il patrimonio artistico e culturale della nazione.
In caso di vendita, di vendita fallimentare, di successione a causa di morte o altre fattispecie di alienazione la denuncia di trasferimento dovrà essere presentata entro 30 giorni. Nel caso di omissione, di ritardi o vizi di forma della denuncia, il Ministero ha il potere di esercitare la prelazione entro i 180 giorni dall’acquisizione degli elementi.

Lino Giglio è iscritto al ruolo dei PERITI ed ESPERTI n° 2683 Camera di Commercio di Milano e iscritto al Albo del Tribunale di Milano CTU n° 12101.
La Giglio & C. è iscritta alla Federazione Mercanti D’Arte Antica e al Sindacato Provinciale Mercanti d’Arte Antica di Milano.

Federazione Italiana Mercanti d'Arte Associazione Antiquari Milanesi

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