Guido Cadorin

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cadorin_guido-dipintoGuido Cadorin, pittore veneto nato nel 1892, si accosta presto all’arte grazie al lavoro del padre, artigiano intagliatore ed ebanista con una rinomata bottega che si trovava unita alla loro abitazione. Inizia quindi ad interessarsi di sculture e decorazioni, proseguendo gli studi artistici presso il ginnasio e la Scuola del nudo libero e facendo così importanti conoscenze di architetti e pittori.

Per una formazione più improntata alla pittura il padre scelse per Guido il maestro Cesare Laurenti, noto diffusore dello stile Liberty. Il Cadorin nel frattempo frequenta lo studio di Duilio Korompay per apprendere le tecniche della pittura ad olio, e l’abitazione di Mariano Fortuny grazie al quale viene a conoscenza dei particolari dell’arte orientale, soprattutto quella giapponese, dimostrando poi grande interesse per la decorazione di stoffe, mobili, vetri e mosaici, un ottimo campo di sperimentazione lungo la sua carriera artistica.

Nel 1907 entra finalmente alla scuola del Laurenti ed i risultati non tardano ad arrivare: l’anno seguente espone alcune sue opere a Ca’ Pesaro. Un suo noto dipinto è Ritratto della madre, che lo fa emergere procurandogli amicizie ed interessi di diverse persone tra cui  don Celso Costantini, che gli commissiona un ciclo di affreschi nella chiesa della Visitazione a San Vito al Tagliamento.

Nel 1911 partecipa all’Esposizione internazionale d’arte  a Valle Giulia, dove viene a contatto con Klimt, la pittura spagnola e le nuove correnti artistiche europee. Dopo aver rifiutato l’invito di adesione al futurismo di Marinetti, concentra gli studi su rappresentazioni paesaggistiche spostandosi lungo la laguna veneta.

Nel 1914 ha la prima personale alla Biennale di Venezia, ma il trittico che presenta, intitolato Carne, carne, sempre carne, viene respinto ed assieme ad altri pittori organizza una contro esposizione che suscita scalpore ma lo lancia anche definitivamente sul panorama artistico nazionale ed europeo , dopo di cui diverse autorità gli commissionano opere pittoriche e decorazioni artigianali.

Dagli anni ’30 in poi espone a Barcellona, Venezia, L’Aja e Milano, essendo molto produttivo fino alla morte, che avviene nel 1976 nella sua Venezia.

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