Porcellane cinesi

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porcellane cinese

L’importanza delle porcellane cinesi nel panorama mondiale

Una delle prime conquiste dell’uomo fu di far indurire a fiamma pezzi di argilla modellata allo scopo di creare recipienti di terracotta. Tutte le ceramiche e le porcellane si plasmano in questo modo, ma ceramica e porcellana sono due cose ben distinte.

La ceramica porosa, infatti, richiede un calore compreso fra i 482° e 816° mentre il grès e la porcellana richiedono temperature molto più elevate (1316°), tale trattamento elimina la porosità.

A sua volta la porcellana si distingue dal grès per la sua lucentezza e semitrasparenza.
La produzione di ceramiche e porcellane cinesi nasce molti secoli fa. Le prime tecniche consistevano nel realizzare il prodotto avvolgendo strisce di argilla, l’invenzione del tornio e la sagomatura dell’argilla rivoluzionarono profondamente l’arte della ceramica.

Un’altra importante innovazione provenne dall’introduzione dell’uso di vernici, principalmente ricavate da un derivato dello stagno o del piombo che sigillava e colorava le ceramiche porose.

Gli smalti monocromatici marroni, rossi ed in particolar modo quello blu cobalti, furono perfezionati dai cinesi, introducendo un’ulteriore progresso nella arte della decorazione di tali manufatti.

La maggior parte delle ceramiche e delle porcellane antiche (incluse quindi quelle orientali e cinesi) avevano un uso funzionale più che decorativo.

Ceramiche e porcellane cinesi nei secoli

I vasi di ceramica a pasta porosa erano prodotti in Cina già intorno al V millennio a.C.. Fu verso la fine del VI secolo d.C. che iniziarono ad essere sostituiti dal grès, una tipologia di impasto ceramico sottoposto ad altissime temperature allo scopo di aumentarne la durezza e rimase in uso e rimase in uso fino al XII secolo. La porcellana fu invece ricavata per la prima volta nel VII secolo d.C., probabilmente in modo del tutto casuale.

La produzione della dinastia T’ang (618-906) è molto rara, ai giorni nostri è possibile collezionare pezzi della dinastia Song e della dinastia Yuan (960-1368). In questo periodo il cobalto importato dalla Persia veniva utilizzato per decorare di blu i manufatti che poi venivano verniciati sottoposti a calore, le porcellane cinesi che subivano questo trattamento sono note con il nome di porcellane blu sotto vetrina o vernice.

La famosa dinastia Ming (1368-1643) è sinonimo del massimo della raffinatezza che raggiunse la manifattura cinese, la perfezione Ming raggiunse l’apice ne XV secolo, la grande maestria con cui veniva usato il cobalto nel realizzare disegni di figure, uccelli e fiori è di raffinatezza unica.

I pezzi di tale epoca raggiungono prezzi inaccessibili per il collezionista medio.

Dopo il XV secolo la produzione di porcellane ciensi Ming iniziò ad avere un lento declino ma alcune ceramiche raffinate sonno arrivate ai giorni nostri con prezzi più abbordabili.

I cinesi, nel tempo, svilupparono gradualmente la tecnica di decorare la porcellana sopra vernice con l’utilizzo di diversi colori. Alla fine del 1600 iniziarono ad usare il wucai, una tavolozza di cinque colori (nero, rosso di ferro, blu, giallo e verde).

Durante la reggenza di Kangxi (1661-1720) il wucai fu sostituito dalla tavolozza famille verte i cui colori di spicco erano i verdi freschi e l’innovazione era data dal blu che più che essere usato sotto vernice veniva utilizzato sopra vernice.

Questa innovazione diede l’avvio alla produzione di una linea di porcellane ciensi, per lo più creata per l’esportazione e soddisfare le richieste del gusto Occidentale, nota col nome di famille rose imperiale.

La porcellana cinese famille verte aveva una colorazione leggermente crema. Il contorno dei disegni solitamente era rosso o bruno, mentre la colorazione era principalmente caratterizzata da marroni, rossi e verdi brillanti. Nel decennio del 1730 gli smalti opachi della famille rose sostituirono i colori brillanti della famille vetre, i soggetti dei disegni rimasero quelli caratteristici anche se alcuni motivi riflettevano il gusto europeo.

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