Pittori impressionisti

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Movimento artistico che nasce a Parigi, in Francia, nella seconda metà dell’Ottocento, l’Impressionismo è una corrente pittorica molto apprezzata soprattutto per il suo stile innovativo e caratteristico della civiltà artistica moderna.

dipinto monetInnovativo perché, seguendo quanto iniziato dall’epoca del Romanticismo e del Realismo, i pittori impressionisti rompono definitivamente con la tradizione, spostando la loro attenzione dal soggetto alla riscoperta della natura e dei suoi paesaggi. I pittori che si possono definire impressionisti, infatti, fanno di questa corrente artistica la loro virtù, con stimoli del tutto nuovi ed anticonvenzionali rispetto alla tradizione.

Caratteristiche delle opere dei pittori impressionisti

Caratteristico perché il movimento artistico impressionista è riconoscibile nell’immediato, grazie a specifiche caratteristiche che lo rendono unico nel suo genere: in un quadro di un pittore impressionista si possono notare immediatamente la riscoperta del paesaggio e della natura, la prevalenza della soggettività dell’artista rispetto al soggetto dipinto, che perde importanza a favore dell’interiorità e del carattere del tutto ribelle del pittore.

Ma la forma più immediata e facilmente riconoscibile in un quadro impressionista è l’uso dei colori, la pennellata: non più attenzione spasmodica alla riproduzione reale del paesaggio o dei soggetti, ma uso di piccole pennellate con le quali il pittore impressionista riproduce immediatamente e fedelmente ciò che vede. E ciò che vede il pittore impressionista è sicuramente un paesaggio molto diverso dai suoi predecessori: non più figure messe in posa in una stanza buia, ma soggetti e paesaggi vivi, esaltati dalla pennellata e dall’uso sapiente dei colori che mettono in luce i paesaggi più belli della Francia.

I soggetti dei pittori impressionisti

I soggetti più caratteristici dei quadri dei pittori impressionisti, come Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Paul Cézanne, sono infatti i paesaggi. Una riscoperta della natura nella sua vivacità è la caratteristica principale di questi pittori che, rivoluzionando la pittura moderna, decidono di uscire dalle buie stanze d’atelier dipingendo ciò che attira la loro attenzione: donne che passeggiano o che sorseggiano un caffè, distese di prati fioriti, persone che danzano.

Pittori impressionisti: Degas

Famosi sono i dipinti di Degas, che però, rispetto a molti suoi colleghi, va oltre l’Impressionismo, preoccupandosi continuamente di rinnovare la sua pittura e la sua arte: è noto, infatti, che Degas è molto più interessato a soggetti particolari – come le donne – che non al paesaggio. Le danzatrici, le stiratrici, o semplici donne che si lavano, si pettinano, o escono dal bagno, sono queste le figure preferite da Degas, che in questo senso è molto meno impressionista di altri artisti che preferisce, per queste figure, utilizzare pennellate che prediligono colori, vivi, intensi e contrapposti.

Pittori impressionisti: Manet

Ma il vero capostipite – o forse sarebbe meglio dire precursore – dell’Impressionismo è  Édouard Manet, che con Le Déjeuner sur l’herbe, un quadro che presenta  nel 1863 nel Salon des Refusés inaugurato da Napoleone III, fa urlare allo scandalo e viene definito immorale. Ma la sua “immoralità” non si esaurisce con quel dipinto: qualche anno più tardi, il pittore scandalizza ancora una volta l’opinione pubblica con un altro dipinto, Olympia, che ritrae una prostituta distesa su un letto disfatto, mentre una serva di colore le offre un mazzo di fiori, dono dello spasimante che la attende da dietro una tenda. Il dipinto – considerato come uno dei capolavori assoluti dell’artista – viene rifiutato dal Salon per l’eccessiva volgarità e per la trattazione di un tema molto complesso, quello della prostituzione e della donna considerata come un oggetto, e viene esposto al Salon des Refusés.

dipinto renoirLa prima manifestazione ufficiale della nuova pittura avviene qualche anno più tardi, il 15 aprile del 1874: partecipano alla manifestazione – che avviene nello studio del fotografo Felix Nadar – tutti i pittori impressionisti o comunque gli artisti che condividono il filo creativo di questa corrente artistica, come Paul Cezanne, Alfred Sisley, Pierre Auguste Renoir, Claude Monet, Felix Bracquemond, Jean-Baptiste Guillaumin, Berte Morisot, Mary Cassat. Questa mostra, in realtà, rappresenta in qualche modo la chiave ufficiale attraverso cui i pittori di questa corrente desiderano compiere un’azione eversiva ribellandosi ai canoni di giudizio del Salon e dell’opinione pubblica, che ha già rifiutato le stesse opere considerandole eccessivamente contro corrente.

Il momento espositivo rappresenta quindi la ribellione di questi artisti che rompono definitivamente con gli schemi creativi degli studi accademici e che scelgono nuove prospettive per la loro pittura: una pittura sempre più “en plein air” e sempre meno relegata all’interno degli atelier, una pittura che si interessa molto più del carattere ribelle dell’artista e molto di meno del soggetto che rappresenta. Una pittura, quella degli artisti impressionisti, che evidenzia i contrasti di luci e di ombre, i contrasti di colori e le sapienti pennellate che fanno sembrare tutto in movimento: ed è proprio la sensazione del movimento che i pittori impressionisti desiderano comunicare, rompendo con gli schemi tradizionali e fissi che non danno al quadro alcun senso di espressività o vivacità.

Non a caso i pittori impressionisti si servono di luci e di ombre, di colori forti, vivaci, vividi, che li aiutano a fissare sulla tela il proprio carattere, le proprie sensazioni e le proprie emozioni di fronte alla bellezza della natura: una natura che, come vedremo, viene quindi sempre più riscoperta grazie all’uso di colori chiari che contrastano con le ombre complementari, una natura che, insomma, permette a questi pittori di entrare in pieno contatto con il mondo.

La mostra del 1874 rappresenta quindi il punto di partenza per questi pittori che danno vita, attraverso la carica espositiva delle loro opere, ad un movimento nuovo e contrastato: la mostra prende il nome di Exposition Impressioniste, proprio prendendo spunto dal quadro di Monet, Impression, soleil levant.
E se inizialmente questa definizione ha un’accezione del tutto negativa perché indica una totale incompletezza delle opere – che ad un primo sguardo dell’opinione pubblica e dei critici contemporanei appaiono come incompiute, oltre che in qualche caso scandalose – con il tempo la parola Impressionismo diventa sempre più simbolo di questo nuovo movimento pittorico.

Un movimento pittorico che vive sulla scia delle emozioni e delle trasformazioni eseguite dagli stessi artisti che ne fanno parte e che modificano questo movimento attraverso una continua evoluzione ed una continua crescita: infatti, sebbene le linee guida dell’Impressionismo siano e rimangano quelle finora citate, non si può parlare in questo caso di una corrente artistica che rimane tale dall’inizio alla fine, ma di un movimento che abbraccia e subisce tutte le trasformazioni volute, non volute, o semplicemente capitate, nella mente dei suoi rappresentati.

Un caso emblematico è quello del pittore Vincent Van Gogh, il pittore olandese incompreso, che riconosce nella sua formazione il realismo paesaggistico dei pittori di Barbizon, passa attraverso l’Impressionismo con un interesse per la natura in tutte le sue forme – sono noti i dipinti sui girasoli, e la famosissima Notte Stellata che è emblematica di questo periodo – ed infine compie una notevole svolta, spostandosi verso la corrente artistica dell’Espressionismo.

Come è facile comprendere, pertanto, ogni artista rappresenta e trasforma l’Impressionismo secondo uno stile del tutto personale: Edgar Degas con le sue ballerine; Vincent Van Gogh con i suoi girasoli; Pierre-Auguste Renoir con l’interesse verso la figura umana un movimento; Claude Monet con la rappresentazione dei suoi paesaggi naturali, interesse volto soprattutto allo studio della loro trasformazione nel tempo (noti gli studi di Monet sulle Ninfee, di cui il pittore cerca di comprendere i cambiamenti nel tempo).

Pittori impressionisti e lo stile personale

Tra i pittori impressionisti che abbiamo menzionato, molti di essi, seppur appartenenti per canoni e caratteristiche a questa corrente pittorica, se ne discostano con il tempo, trasformandola o rendendo lo stile sempre più personale. Come abbiamo detto, la vera caratteristica dei pittori di quest’epoca è la trasformazione o evoluzione: di se stessi e delle opere.

L’unico pittore che rimarrà per tutta la vita Impressionista è Monet, che rimane racchiuso, anche temporalmente parlando, in questa corrente pittorica: gli altri, a partire da Pissarro e Manet e finendo con Cezanne, cavalcano la scia impressionista diventando però precursori di altri movimenti artistici. Nel caso di Van Gogh, il momento impressionista lascia spazio all’Espressionismo; nel caso di Georges-Pierre Seurat (altro pittore dell’epoca) vi è una esaltazione del colore tale da sfociare nel pontillisme in una esasperazione del colore che viene semplicemente accostato in punti minuti; nel caso di Paul Cezanne, la ricerca artistica viene trasformata e modificata a livello personale fino a sfociare nel Cubismo.

La diffusione artistica dell’Impressionismo dalla Francia – suo luogo di nascita – fino in Europa, è molto semplice, soprattutto grazie alla facilità con cui questi quadri possono essere dipinti: pensiamo che, ad esempio, nelle case borghesi dell’epoca non manca una certa varietà di dipinti impressionisti, per dipingere i quali non occorre più di un quarto d’ora.

Rivolgendoci allo sviluppo italiano dell’Impressionismo diremo invece che, se nel resto dell’Europa questo movimento artistico riscuote quasi immediatamente un certo successo ed una certa risonanza, per l’Italia la situazione è un po’ più complicata: gli unici artisti che si avvicinano alle caratteristiche di questa corrente sono il veneziano Federico Zandomeneghi, ed il pugliese Giuseppe De Nittis, vicino sia alla corrente del verismo che a quella dell’Impressionismo.

Un posto particolare lo meritano i Macchiaioli, corrente indipendente ma associata all’Impressionismo, volta a rinnovare la pittura italiana in senso verista ma stilisticamente molto più affine alla tradizione quattrocentesca.

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