Bezzi Bartolomeo

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bezzi bartolomeo operaNato a Fucine d’Ossana (in provincia di Trento) il 6 febbraio del 1851, Bezzi Bartolomeo fu uno tra i più sensibili ed interessanti pittori italiani vissuto a cavallo tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.

Bartolomeo Teofilo Ismaele Bezzi (questo il suo nome per intero) era nato da una famiglia particolarmente appassionata di arte: in particolare il padre, Domenico Bezzi, pur essendo un geometra, aveva una certa passione per il mondo artistico, e spinse in qualche modo il figlio ad intraprendere la carriera di pittore. Nel 1862 la vita del giovane Bartolomeo fu segnata da un episodio particolarmente triste: morì sua madre, Luigia Taraboi. Da quel momento, egli prese la decisione di andare via dalla città d’origine per intraprendere una carriera che gli permettesse di raccogliere un po’ di denaro.

L’interesse per l’arte, però, non era mai rimasto in secondo piano, e così, trascorso qualche anno dall’inizio della sua attività come venditore ambulante, Bartolomeo Bezzi decise di utilizzare il denaro risparmiato per seguire il suo sogno ed iscriversi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Tra i suoi maestri, si ricorda in particolare Giuseppe Bertini, ma la particolarità di questo artista fu quella di essere sempre interessato a ciò che accadeva nel mondo artistico, e così, insieme ad altri pittori italiani, si avvicinò al dibattito impressionista di quegli anni.

La sua carriera ebbe inizio con il dipinto Paesaggio e Impressione, che presentò nel 1876: da quel momento in poi, il giovane pittore ebbe modo di intraprendere una carriera artistica interessante, che gli valse anche un premio ottenuto con il dipinto Valle di Rabbi.

A causa di alcuni problemi di salute, dovette abbandonare l’Accademia nel 1879, ma non smise mai di dipingere e di dedicarsi all’arte: ebbe comunque modo di ottenere diversi riconoscimenti grazie ad alcune opere, che gli valsero alcune partecipazioni presso mostre ed esposizioni, ed anche alcuni premi. Si ricordano, in particolare, si ricordano opere come Sul Tonale,Una frana in Val d’Adige, Il mio paesello, e molte altre ancora.

Da sempre cagionevole di salute, dopo aver sofferto per tutta la vita di una malattia nervosa, l’artista morì il 7 ottobre del 1923 a Cles.

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