Paolo Borroni (attribuito), a) b) “Allegorie”

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Paolo Borroni (attribuito)

(Voghera, 1749 – ivi, 1819)

a) Allegoria dell’Estate; b) Allegoria dell’Autunno

olio su tela, cm 125×105

Le due tele richiamano molto da vicino la pittura e la freschezza ritrattistica di Paolo Borroni nel suo periodo più felice, collocando le opere verso l’ultimo quarto del Settecento. Nella sua vasta produzione di ritratti sono evidenti le tematiche allegoriche nell’impostare le figure ritratte, come nei due quadri presentati. La sua formazione, che lo conduce dal barocchetto al classicismo, lo portano alla ricerca del bello ideale e all’individuare nell’espressione dell’effigiato i canoni di finezza e di armonia.

La sua formazione inizia a Milano presso la bottega di Calderoni tra il 1761 e il 1765, in seguito si stabilì a Parma frequentando la scuola di Benigno Bossi preso l’Accademia. Si ricorda che al concorso accademico del 1771 vinse, in competizione con Goya, il primo premio con una tela raffigurante Il genio della guerra conduce Annibale in Italia (Parma, Galleria Nazionale). Nel 1772 si recò a Roma, dove frequentò le accademie di S. Luca e di Francia e conobbe la pittura di Pompeo Batoni. Dopo un breve soggiorno a Venezia, ritornò a Voghera nel 1776. Qui dipinse tra il 1777 e il 1778 per lo più opere di carattere religioso: per la chiesa di S. Giuseppe Sposo, nel refettorio del monastero di S. Caterina e nel refettorio della chiesa di S. Agata a Voghera.

Nel 1780 fu per qualche tempo a Rivalta Trebbia, dove eseguì affreschi e dipinti per i marchesi Landi. Tra il 1780 e il 1787 fu spesso a Milano, entrando in contatto con il mondo intellettuale di cui molti esponenti furono effigiati nei suoi ritratti. Nel dicembre 1786 andò a Torino per eseguire il ritratto di Vittorio Amedeo III per la città di Ginevra che gli valse la nomina a Cavaliere dello Speron d’Oro. L’anno successivo fu nominato pittore del re. Paolo Borroni morì a Voghera nel 1819.

OPERA VENDUTA

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