L’Ottocento italiano

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La prima parte del XIX secolo vede il diffondersi della corrente del Neoclassicismo e del cosiddetto stile Impero, gli artisti italiani hanno la possibilità di avere un accesso costante e diretto con i grandi esempi del passato. Proprio la consapevolezza dell’enorme patrimonio artistico, minacciato dalle campagne napoleoniche, è uno degli elementi più interessanti dell’arte italiana dei primi secoli dell’Ottocento.

Nozze di Poseidone e Anfitrite Felice Giani è una delle figure di maggior interesse nell’evoluzione del Neoclassicismo italiano. Tra le sue opere più rappresentative troviamo “Nozze di Poseidone e Anfitrite” nel quale vi è l’espressione più fresca e vitale del Neoclassicismo, spesso ritenuto uno stile monotono e freddo. Giani recupera soggetti mitologici classici i quali vengono rappresentati con gaiezza e fantasia narrativa.

Antonio Canova, famoso scultore dell’epoca, si dilettò anche in opere pittoriche, è possibile annoverare, fra queste, “Le tre Grazie danzanti” in cui accenna a danze e scherzi fra ninfe. Canova riprende temi e tecniche della pittura ercolanese, dipingendo figure mitologiche che grazie ai colori vivi spiccano sullo sfondo nero.

Francesco Hayez è il più rappresentativo interprete di una nuova corrente che verrà a svilupparsi, il Romanticismo, egli parte dalla riscoperta e dallo studio dell’arte dei secoli precedenti per specializzare sempre più la sua opera. “Rinaldo e Armida” è una delle opere giovanile dell’artista veneziano in cui si pone ancora in dialogo con il Neoclassicismo e l’arte di fine Settecento.

Francesco Hayez è un’artista che si colloca a cavallo fra il susseguirsi di due correnti pittoriche, il Neoclassicismo e il Romanticismo, “Il bacio”, esposto a Milano presso la Pinacoteca Brera, è divenuto uno dei simboli del romanticismo italiano.

Il Pergolato - Silvestro Lega Con Silvestro Lega e le sue opere, tra cui “Il pergolato” il concetto di “macchia” di luce e di colore su cui si basa la tecnica dei macchiaioli trova un’eccellente dimostrazione. È riconosciuto come un capolavoro di effetti e accordi cromatici attraverso i quali è possibile, anche per lo spettatore, percepire l’afa di un pomeriggio estivo in cui alcune donne si proteggono riparandosi sotto un fitto pergolato.

Giovanni Fattori è un pittore di grande energia che rappresenta al meglio la pittura italiana dell’Ottocento. È un ottimo pittore di scene di battaglia e di soldati, anche se per lo più gli piace ritrarre, questi ultimi, “In vedetta”, nella solitudine delle campagne estive, sotto il sole rovente, cavalleggeri che sembrano abbandonati a compiere un compito senza alcuna utilità.

De Nittis si distacca dall’arte prettamente italiana per rifarsi a modalità pittoriche che hanno un respiro francese. “Alle corse al Bois de Boulogne” è un’ottima opera del periodo francese, comparabile, sia per tecnica sia per soggetto alla pittura degli impressionisti francesi.

Giuseppe Pellizza da Volpe studiò nelle accademie di tutta Italia e aderì alla corrente dei divisionisti, egli affronta temi molto diversi fra loro, trova la più piena e personale espressione nel realismo sociale. Ispirato dalle letture di Marx ed Engles elaborò, in seguito ad un lungo periodo di studio e vari tentativi, la sua opera più famosa, “Il Quarto Stato”, terminato nel 1901.

Nonostante riportò un insuccesso alla Biennale di Venezia, ad oggi è uno dei quadri più famosi dell’epoca. Egli lasciò un grosso influsso su giovani pittori che nei primi anni del XX secolo passarono da una tecnica divisionista al Futurismo.

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