Elisabetta Sirani, “Sacra Famiglia delle ciliegie”

Elisabett Sirani
 
 

Elisabetta Sirani

(Bologna, 1638 – ivi, 1665)

“Sacra Famiglia delle ciliegie”

olio su tela, cm 76×101

 

 

Bibliografia: J. Bentini e V. Fortunati, Elisabetta Sirani. Pittrice eroina 1638-1665, Bologna, 2004, p. 181; ill. 22

 

La tela si data attorno agli anni ’60 del XVII secolo, inserendosi in una fase stilistica nella quale la pittrice predilige una stesura luminosa alternata da mezze tinte che delineano le parti in ombra. Bene si nota questa inclinazione in un dipinto molto vicino al nostro “La Vergine e Sant’Anna col Bambino fra San Giuseppe, San Giovannino e un angelo” conservato al Museo Borgogna di Vercelli che viene ricordato come opera del 1660. La composizione risulta molto simile con le figure disposte a due gruppi sui lati a centrare la scena che si svolge nell’attenzione rivolta al Bambino. In entrambi i casi il Bambino è intento alla ricerca del seno materno ma nel nostro dipinto è distratto con uno sguardo di dolcezza dalle ciliegie offerte da Gioacchino.

 

Elisabetta Sirani nasce a Bologna nel 1638, figlia del pittore e primo assistente di Guido Reni, Giovanni Andrea Sirani. Elisabetta comincia a dipingere proprio nella bottega paterna e riceve ben presto committenze grazie alla sua notevole padronanza tecnica. La sua prima committenza pubblica la riceve infatti all’età di soli 20 anni, nel 1658, quando le viene commissionato il Battesimo per la chiesa di San Girolamo alla Certosa (Bologna). I dipinti di Elisabetta Sirani si ispirano generalmente ad un’iconologia sacra o allegorica, in particolare ritratti di donne eroine tra cui per esempio Cleopatra.

La sua tecnica artistica era piuttosto particolare: Elisabetta usava schizzare molto velocemente il soggetto e rifinirlo con l’acquarello. Era una pittrice molto apprezzata e vantava di grandi committenze aristocratiche ed ecclesiastiche tra cui la famiglia Medici, la duchessa di Parma e la duchessa di Baviera. Il suo successo come pittrice fu tale che la Sirani fondò inoltre una scuola di pittura al femminile, la Scuola bolognese, frequentata da diverse artiste dell’epoca tra cui anche la figlia di Tintoretto, Marietta Robusti, e Ginevra Cantolfi.

Elisabetta Sirani, però, morì purtroppo all’età di 27 anni per cause tutt’ora non chiare e venne sepolta di fianco a Guido Reni nella Basilica di San Domenico a Bologna.

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