Dipinti moderni

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La storia dei dipinti moderni

Con il termine “arte moderna” ci si riferisce a quell’insieme di movimenti artistici che si sono sviluppati nel lungo periodo storico che va dal Neoclassicismo al secondo dopoguerra.

dipinto moderno neoclassico madre e figlia

Dipinti moderni: neoclassicismo

Gli esponenti del Neoclassicismo cercano di recuperare tutti quei valori dell’antichità basati sulla ricerca dell’armonia e dell’equilibrio nelle forme. Verso la metà del XVII secolo, una serie di importanti scavi archeologici a Pompei ed Ercolano riportano all’attenzione degli artisti la classicità greca e romana, rendendo la città di Roma il centro culturale e il punto di ritrovo dei sostenitori dell’arte neoclassica.

Nonostante lo storicismo della pittura e dei dipinti neoclassici, spesso freddo, piatto ed emulativo, appaia agli occhi dell’osservatore attuale, in modo superficiale, ed estetizzante come lo stile rococò a cui voleva contrapporsi, è comunque indubbio che questa arte abbia in sé qualcosa di innovativo.

In modo simile agli artisti del rinascimento che, grazie alla riscoperta dell’antichità, avevano dato l’avvio al sorgere di una nuova era della cultura rappresentata in tutto e per tutto nei loro dipinti, allo stesso modo i pittori neoclassici alla vigilia della Rivoluzione francese, predisposero le basi per l’avvento di una nuova epoca.

A differenza degli artisti rinascimentali, che erano soliti vivere una condizione di sinergia spirituale con l’antichità, i pittori neoclassici si ispiravano nella forma e nel contenuto all’arte antica, al fine di rappresentare ideali e scene contemporanei.

Il neoclassicismo segnò, anche se in modo poco percettibile, un punto di effettiva svolta nella storia del pensiero e dei dipinti, poiché molti dei valori rinascimentali che avevano per secoli indirizzato l’arte erano stati superati.

L' illuminismo - moderni

Dipinti moderni: l’illuminismo e la rivoluzione industriale

L’Illuminismo, la rivoluzione industriale ed il crollo delle potenze feudali avevano portato ad una nuova concezione di Dio, dell’uomo e dell’universo e questo mutamento di valori incise notevolmente sull’arte, i motivi religiosi che fino al barocco erano stati gli elementi fondamentali della pittura, scomparvero quasi del tutto e la mitologia fu sostituita, all’interno dei dipinti, dalla storia e da scenari della borghesia.

Il ruolo dell’artista mutò significativamente grazie all’ampliamento del mercato dell’arte, l’artista non era più vincolato da specifici canoni tematici o repertori iconografici, dettati dai coloro che commissionavano le opere e i dipinti, bensì sceglieva liberamente i soggetti ed i temi dei suoi dipinti, rappresentandoli secondo la propria visione personale.

Verso la fine del Settecento l’unità stilistica dell’arte fu definitivamente superata poiché da quel momento in avanti si svilupparono parallelamente diversi stili artistici.

dipinti moderni periodo romantico

Dipinti moderni: il romanticismo

Quasi contemporaneamente al neoclassicismo, si sviluppò un nuovo tipo di pittura che si ispirava ad un mondo di sentimenti, idealizzato e trasfigurato, che prese il nome di Romanticismo. Anche se le due tendenze sembrerebbero totalmente opposte, esse rappresentano in realtà le due facce della stessa moneta poiché, in entrambe, l’arte, e con essa i dipinti, viene liberata da ogni restrizione che limita l’espressione soggettiva e l’opinione individuale.

In seguito alla Rivoluzione francese e nel periodo di una sola generazione, ebbero luogo numerosi cambiamenti sociali e politici, nell’arco di venticinque molto turbolenti anni, maturarono nuove idee e nuove concezioni della vita e dunque dell’arte.

La valorizzazione dell’uomo era il fulcro del pensiero artistico nel quale l’uomo era un soggetto capace di pensare autonomamente e di assumersi le proprie responsabilità, tale ideale dell’illuminismo e del neoclassicismo trovava una sua ulteriore accentuazione nel romanticismo attraverso il quale l’Io e la percezione soggettiva delle cose divenivano il nuovo contenuto dei dipinti moderni.

All’approccio freddo e razionale degli artisti neoclassici, si opponeva il sentimento, con la sua capacità di risvegliare l’immaginazione individuale, gli artisti romantici si lasciavano trasportare unicamente dalla percezione soggettiva e dall’intuizione, e i pittori attraverso i loro dipinti indagavano sui misteri del mondo affidandosi alla propria incapacità intuitiva.

Dipinto moderno in stile realista

Dipinti moderni: il realismo

Con il 1848, annata caratterizzata da moti insurrezionali in Italia, Germania, Francia ed Austria, qualcosa cambiò sia dal punto di vista politico che sociale. Fu soprattutto l’invenzione della fotografia a dare l’avvio al filone realista.

All’arte realistica della metà del XIX secolo è legato il tentativo di rappresentare all’interno dei dipinti, la realtà nel modo più chiaro possibile evidenziandone tutti i suoi aspetti. I naturalisti si distinguevano dai romantici soprattutto per la scelta dei motivi, anche se il lavoro era l’oggetto principale della raffigurazione.

Nel corso del XIX secolo, Parigi visse una marcata innovazione urbanistica che ne modificò l’assetto, gli operai si trasferirono in periferia verso le industrie e il centro della città divenne il cuore delle vita borghese, trasformandosi nella città dell’elegante borghesia, del divertimento e degli artisti che, attratti da questo clima, arrivarono da ogni parte del mondo.

Stile impressionista dipinti moderni

Dipinti moderni: impressionismo

Furono gli impressionisti, con i loro quadri, a descrivere le diverse sfaccettature della vita metropolitana. Uscirono dagli atelier per immergersi nella metropoli dipingendo i nuovi locali, le moderne strutture d’acciaio delle stazioni ferroviarie, i boulevard, le gite ed i pic-nic che i cittadini moderni facevano in comitiva per rilassarsi. Erano realisti ma poco interessati alle problematiche sociali.

Nel 1874, respinti dalla giuria del salone accademico di Parigi , Cèzanne, Monet, Renoir, Degas, Pissarro ed altri artisti, esposero le loro opere nell’atelier del fotografo Nadar, fu dopo questa esposizione che venne coniato il termine “impressionista” con un’ accezione negativa, tuttavia gli artisti si appropriarono orgogliosamente di questo epiteto.

In quell’epoca lo stile dell’impressionismo non era conforme in alcun modo agli ideali d’arte sublime del tardo XIX secolo, gli impressionisti nei loro dipinti non rifiutavano solo la pittura storica, ma mutavano anche le modalità pittoriche: i colori della tavolozza erano chiari e stesi liberamente sulla tela nel tentativo di riprodurre realisticamente delle scene di vita quotidiana, proprio come se fossero delle istantanee fotografiche, prive di qualsiasi significato più profondo e contrastando quindi con i dogmi dell’arte accademica.

Gli impressionisti erano affascinati dalla fotografia, e ciò che li affascinava era l’immediatezza e la possibilità di cogliere istanti di vita reale, infatti tali artisti, intendevano dipingere con l’imparzialità di un obiettivo fotografico solo ciò che vedevano.

Una volta inquadrato l’oggetto da raffigurare, gli impressionisti cercavano, quasi mettendo in secondo piano l’oggetto esso, di concentrarsi sui valori cromatici e sulla loro scomposizione, sulla forma e sul gioco di luci ed ombre.

Stile puntinista - dipinti moderni

Dipinti moderni: puntinisti

L’idea dell’autonomia della pittura e dei dipinti moderni riguardo al soggetto raffigurato, già abbozzata dagli impressionisti, fu portata avanti dai puntinisti, i quali portavano al centro del loro interesse l’effetto cromatico ed il processo visivo.

La scienza aveva dimostrato che la retina coglie le immagini percepite sotto forma di un reticolo di minuscoli puntini, che, una volta unificati dal cervello, danno la possibilità di percepire ciò che si vede, similmente i puntinisti costruivano i loro dipinti con innumerevoli puntini molto precisi, e accostavano i colori non miscelati che poi si fondevano alla vista creando sfumature e tonalità composte.

Il superamento dello stile impressionista si manifestava nell’arte individuale, nella quale la pittura veniva vissuta come mondo personale, si distaccava dal motivo e possedeva un valore espressivo proprio.

Massimo esponente di questo periodo fu Gauguin, a lui non interessava raffigurare le cose così come si presentavano, bensì erano cruciali il mondo dei sentimenti e la realtà spirituale interiore, la sua aspirazione non era dipingere la vita ma conferire ai quadri la vita stessa.

Come Gauguin anche Rousseau, Ensor e Munch rientrarono nella tradizione del movimento idealista- simbolista. Dal momento che il simbolismo non diede vita ad uno stile unitario è difficile formulare una definizione che sia in grado di comprendere tutti gli esponenti di questo periodo.

Dipinti moderni: il simbolismo

In contrapposizione a tutte le correnti artistiche finalizzate ad una resa più dettagliata possibile del mondo visibile, il simbolismo mirava ad un linguaggio figurativo astratto e di conseguenza i pittori adottavano un vocabolario formale linear-ornamentale e una costruzione antinaturalistica del dipinto.

Per Matisse, bellezza ed armonia rappresentavano gli aspetti fondamentali dell’arte. Egli fu principale esponente ed ispiratore del gruppo dei fauves, associazione di artisti formatasi nel 1905. Al centro del loro interesse non c’era il contenuto simbolico, bensì unicamente la forma artistica che divenne un vero e proprio linguaggio e mezzo d’espressione.

L’inizio del Novecento fu inaugurato da numerose invenzioni in campo tecnico ed industriale e di decisive scoperte negli ambiti delle scienze umane. Einstein, Freud, la scoperta dei raggi X, oramai era chiaro che la realtà era ben più complessa del solo mondo immediatamente visibile.

Lo spirito vitale e pieno di contraddizioni di questo periodo si tramutò in una generazione che si allineò secondo due schemi diversi ed opposti di atteggiamento: da un lato un senso imminente di apocalisse, dall’altro utopiche visioni di un mondo nuovo.

Stile cubista - moderni

Dipinti moderni: cubismo

La pittura era fondata sull’esperienza individuale, sia del pittore, sia dello spettatore. La deformazione dell’immagine era finalizzata ad accentuare l’espressività e aveva lo scopo di rendere visibile la vera realtà, l’essenza delle cose che non poteva essere vista ma solo sentita.

Neanche i cubisti credevano alla riproducibilità illusionistica della realtà. Elaborarono un nuovo metodo di strutturazione sistematica del dipinto nel quale ci si liberava man mano dell’oggetto, scomponendo le cose e ricomponendole ridotte ai loro elementi fondamentali: cubo, cilindro, cono e sfera.

Dipinti moderni: futurismo

Contemporaneamente al cubismo in Francia, in Italia si affermò una corrente artistica molto affine: il futurismo. Anche i futuristi scomponevano la superficie figurativa in frammenti sfaccettati ma nei loro quadri esprimevano un grande entusiasmo per le innovazioni tecnologiche e una grande fiducia nel futuro.

Se prima era la fotografia a dare slancio a nuove correnti artistiche ora è la cinematografia che con la sua rapida successione delle immagini fornisce nuovi stimoli agli artisti, fino al punto di voler riprodurre graficamente anche i rumori.

Dipinti moderni: dadaismo

Dopo la prima guerra mondiale il dadaismo fu la risposta di alcuni artisti ad un mondo ormai allo sfascio. I due principi fondamentali di questa corrente sono il non senso ed il caso. All’arte i dadaisti sostituirono l’anti-arte, contrapponendosi in modo netto al concetto borghese di arte e adottando forme creative non classificabili ed estranee a qualsiasi tradizione.

Se agli inizi degli anni Venti il dadaismo tedesco era sfociato in una pittura impegnata e critica nei confronti della società, gli artisti francesi applicarono il principio dadaista dell’illogico, dell’irrazionale e del casuale alla pittura, al fine di penetrare nella sfera dell’inconscio: anch’essi erano insoddisfatti della realtà visibile ed erano in cerca di una realtà onnicomprensiva.

Dipinto moderno in stile Surrealista

Dipinti moderni: surrealismo

Poiché l’inconscio riaffiora soprattutto nei sogni e negli stati di trance, il mondo dei sogni acquista grande importanza per i surrealisti. C’era la convinzione che, oltre al mondo visibile, esistano numerose altre sfere d’esperienza rimossa, da evocare con raffigurazioni di sogni, immagini allucinatorie o suggestioni grafiche, la base di unione dei vari esponenti era l’idea di anteporre la realtà psichica al mondo reale esteriore.

Subito dopo la seconda guerra mondiale aveva inizio un periodo completamente muovo nel quale l’arte subiva una ridefinizione. Gli artisti del dopoguerra sottoponevano la pittura ad una prova privandola di ogni funzione figurativa e ricercando forme espressive individuali, ne deriva quindi una straordinaria varietà di stili e orientamenti.

 

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