Dipinti antichi

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L’antiquario “Antichità Giglio” si occupa dal 1978 di antiquariato. Acquistiamo dipinti di varie epoche come anche dipinti di arte moderna e contemporanea.

Lino Giglio (titolare dell’attività) è un PERITO iscritto alla Camera di Commercio di Milano nonchè all’Albo del Tribunale di Milano.

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Storia dei dipinti antichi

dipinto antico del trecento
Anticamente la pittura, come tutte le arti, era considerata un’attività artigianale. Conseguentemente, i pittori ricevevano dai loro committenti indicazioni molto precise sul contenuto, l’intento, e la data di consegna dei dipinti e delle opere in generale. Solo settecento anni fa gli artisti cominciarono a raggiungere una propria indipendenza ed una certa libertà artistica, acquisendo la possibilità di scegliere personalmente, al di là del tema dell’opera, quale scopo e quale significato attribuire al proprio dipinto.

 

Dipinti antichi: il trecento

Intorno al Trecento i pittori si allontanarono in maniera progressiva dalle forme figurative medievali per sviluppare metodi di rappresentazione prospettica che influenzano anche oggi il nostro modo di osservare i dipinti antichi.

La svolta radicale nella cultura figurativa si ha con il definitivo passaggio dalle influenze dello stile bizantino, ad un’arte e dei dipinti che osservano ed interpretano la realtà, ritrovando connessioni con gli insegnamenti della classicità.

La stessa varietà dei temi commissionati, che dapprima erano circoscritti all’ambito sacro, conobbe un ampliamento, in ragione del sempre più diffuso interesse per i valori mondani da qui in poi rappresentati nei dipinti antichi. Si può affermare che nel corso di un processo durato molti decenni, i pittori riuscirono ad emanciparsi dalla loro condizione di artigiani fino ad acquisire la possibilità di esprimersi come liberi artisti tramite i loro dipinti.

dipinti antichi medioevale - la madonna Le nuove idee che andarono a svilupparsi sul finire dell’epoca medievale determinarono, sia nella sfera politico- sociale che in quella individuale, numerosi mutamenti che diedero il loro contributo alla diffusione di una rinnovata mentalità e di una nuova visone del mondo. Le persone smisero di pensare a se stesse come parte di una grande massa e, grazie all’aumento del benessere e condizione economica della nuova classe borghese, cominciarono a pensare in termini di singoli individui. Il contatto con città lontane e le relazioni commerciali, supportarono e favorirono lo scambio e la circolazione di beni e conoscenze, con un conseguente ampliamento generale degli orizzonti mentali in svariate aree della vita umana.

Gli individui non si affidano più solo alla religione e al sapere dogmatico autorizzato dal clero, ma cominciano ad interrogarsi e vogliono sottoporre ogni cosa a verifica. Durante la prima metà del Trecento si assiste inoltre al consolidarsi del fenomeno delle scuole locali che vanno via via allontanandosi dai modelli di riferimento dei dipinti bizantini ed ottoniani.

Nella misura in cui cresce l’interesse generale per il mondo terreno, anche in pittura si delinea una tendenza senza precedenti al realismo, che trova in Giotto il suo massimo esponente.

Statua del Giotto - dipinto I personaggi dipinti da Giotto sono uomini e donne veri, le loro ansie, le loro speranze, i loro sentimenti, la loro umanità, sono caratteristiche che vengono espresse attraverso il pieno volume del naturale e della tridimensionalità.

In passato la struttura del dipinto antico seguiva la prospettiva gerarchica, secondo la quale le dimensioni delle figure erano proporzionali alla loro importanza. Una presentazione realistica basata sull’impressione visiva non era usuale. Il sacro era il tema prevalente della pittura dell’epoca e veniva rappresentato come sfera ultraterrena la cui divinità e superiorità veniva simboleggiata da un radioso sfondo dorato.

Ma Giotto si lasciò alle spalle quell’ormai arcaico stile ed introdusse una forma di realismo che collocava sullo stesso piano uomo, spazio e paesaggio. Grazie alla sua “visione” delle cose, Giotto fu definito da Vasari come il padre delle pittura, poiché con il suo realismo egli influenzò tutte le successive generazioni di pittori.

 

 

Dipinti antichi: il quattrocento

Senza perder l’intensità del rapporto con il sacro, l’uomo del Quattrocento si libera di vincoli medievali, aprendosi alla piena conoscenza dell’universo naturale e pretendendo di ottenere un ruolo attivo da protagonista nei confronti del mondo e della storia. Lo scenario della civiltà italiana è molto esaltante non solo per la tendenza al recupero della classicità ma soprattutto per la grande vitalità del Primo Rinascimento che si manifesta come un continuo confronto tra forme espressive molto diverse fra loro.

antica roma - dipinti antichi Questa situazione artistica e culturale è facilitata dalla struttura geopolitica dell’Italia che in questo periodo è suddivisa in numerosi stati e signorie. Tale disgregazione ha un ruolo importantissimo nella pittura: se si considera il rilevante ruolo svolto dai committenti e il valore che l’immagine assume in quel periodo storico, il dipinto antico assume un effettivo ruolo di comunicatore di messaggi politico-sociali.

La pittura italiana del Quattrocento si basa su ben calcolate proporzioni, nessun aspetto del dipinto antico ha un ruolo prevalente rispetto alle altre parti ed ogni parte è in rapporto con il tutto, anche le espressioni e le emozioni sembrano essere orientante ad una controllata compostezza.

Fra le innovazioni più importanti vi è l’abbandono del fondo oro sostituito da distesi paesaggi o da realistici soggetti architettonici, traendo ispirazione dallo stile innovativo di Giotto .

 

Dipinti antichi: il cinquecento

Il Bacco di Caravaggio - dipinti antichi

Se l’umanesimo del Quattrocento rispecchia un’epoca di calma, di stabilità e di ricerca di armonia, le vicende dall’arte del Cinquecento rappresentano un secolo di turbamenti , guerre, dubbi profondi e nuovi slanci creativi.

Si può infatti affermare che sia in termini di storia che di arte i diversi ventenni del Cinquecento hanno dato luogo a stravolgimenti molto profondi. Ogni ventennio ha una varietà molto ricca di “situazioni” storiche. Fino al 1520 vi è ancora un riferimento alla tecnica dell’oro, tra il 1520 e il 1540 la riflessione sulla religione dà il via ad una nuova concezione della pittura, e dei dipinti antichi, che ha come massima espressione il Giudizio Universale di Michelangelo, tra il 1540 e il 1560 si assiste alla nascita del sofisticato Manierismo tosco-romano e l’immagine della realtà in Veneto e Lombardia, dal 1560 al 1580 si giunge al culmine della pittura veneziana con Tiziano, Tintoretto e Veronese, infine tra il 1580 e il 1600 si ha un ritorno del “naturale” e della “verità oggettiva”, che perdura fino alla rivoluzione di Caravaggio.

 

Dipinti antichi: il seicento

Al suo tramonto il Rinascimento lascia il posto ad una nuova sensibilità nei confronti del divino, dell’uomo, della natura e del cosmo. Per un lungo periodo, il ’600 è stato uno dei secoli meno amati della storia, il termine “barocco” è tuttora utilizzato in senso dispregiativo per indicare qualcosa di sovrabbondante ed inutile, ma in realtà il Seicento è un periodo ricchissimo di artisti di notevole temperamento e personalità. E i dipinti antichi dell’epoca ne rispecchiano pienamente le caratteristiche.

Nonostante ciò, l’Italia aveva perso il ruolo di guida dell’Europa, e proprio per questo motivo il Seicento viene ricordato per lo più per l’Inghilterra elisabettiana e per la grande storia artistica di Olanda e Spagna .

Se è vero che Venezia e Firenze , splendenti capitali del Rinascimento, attraversano una fase di declino, Roma vivrà un periodo di ribalta diventando il laboratorio delle tendenze culturali di tutta Europa.

Massimi esponenti del periodo furono Carracci e Caravaggio, mentre il primo rielabora in modo molto personale ed eclettico gli stimoli della storia nei suoi dipinti antichi, Caravaggio cattura istantaneamente la realtà così per come la vediamo.

Anche se le vedute artistiche del Carracci e del Caravaggio possono sembrare antitetiche in realtà rispondono alla stessa esigenza di riferirsi unicamente alla verità naturale. Il dibattito tra “classicisti” e “caravaggeschi” trova la sua sintesi nel 1630 con il prevalere di un’ ulteriore corrente: quella barocca.

Dipinti antichi: il settecento

Il Settecento fu l’epoca dell’illuminismo, del pragmatismo e dell’ attenzione volta alle cose concrete e al mondo reale. Questa tendenza si avrà non solo nei dipinti, ma anche nelle scienze, nella politica e nell’arte. Nella misura in cui mutavano il clima culturale e la mentalità della classe detentrice della cultura (non più solo l’aristocrazia, ma anche la borghesia), cambiò anche l’arte e i dipinti.

La pittura barocca, il cui stile solenne voleva rispecchiare l’arroganza e la continua ricerca di maggior potere dell’assolutismo, fu sostituita da un’ arte graziosa ed intima, decorativa e suggestiva, in grado di suscitare emozioni piacevoli: lo stile “rococò”. A seguito di questo periodo gli importanti scavi di Pompei ed Ercolano diedero il via ad un nuovo ritorno all’età classica che segnava, con il neoclassicismo, l’inizio dell’arte moderna.

PITTORI ANTICHI:

Pittori italiani

 
 
 

Pittori stranieri

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