Fabio Fabbi

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Nato a Bologna, il 18 luglio del 1861, Fabio Fabbi fu un importanfabbi_fabio-quadrote pittore italiano, che ebbe modo di vivere appieno i cambiamenti culturali dell’epoca, dai quali apprese molto e grazie ai quali poté rendere davvero vivo il suo stile ed il suo talento, particolarmente visibile in molti dei suoi dipinti.

Sebbene il luogo di nascita del pittore fu una città emiliana, egli ebbe modo di studiare presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, e grazie al suo maestro, Augusto Rivalta (scultore), la sua prima passione fu proprio la scultura, che gli permise di misurarsi con le tendenze artistiche di quell’epoca ed oltretutto di ottenere un certo successo.

L’anno di vocazione pittorica fu, tuttavia, il 1886, quando Fabio Fabbi riuscì a comprendere che il modo più adatto per raccontare la realtà orientale di cui era appassionato, era proprio la pittura: da questo momento in poi, l’artista abbandonò in parte la scultura per misurarsi nell’arte pittorica, che considerava uno strumento eccezionale per riproporre tutto ciò che aveva visto di persona nei diversi viaggi che aveva compiuto sia in Europa che in Egitto.

Oltretutto, una particolarità dell’artista fu quella di riuscire ad utilizzare nella pittura alcuni metodi ed alcune espressioni scultoree, che aveva appreso grazie al suo primo maestro, Augusto Rivalta: in qualche modo, quindi, sebbene le sue opere più belle e più vivaci siano dipinti, non si può dire che la scultura non abbia influenzato, anche in queste opere, il pittore.

Tra i temi più cari – che oltretutto divennero oggetto dei suoi dipinti, in cui utilizzata diverse tecniche, tra cui tempera, acquerello, oppure matita – si ricordano, appunto, le immagini orientaleggianti, ed una certa propensione alla rappresentazione dei nudi femminili, in un contesto in cui arte sacra ed arte profana tendono a mescolarsi.

Si ricordano, a tal proposito, opere come Donna Araba (del 1888), Memorie di Casanova, La morte di Anita Garobaldi, Bottega nel Mercato Vecchio a Firenze.

L’artista si spense a Casalecchio di Reno, nel 1946.

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