Jakob Philipp Hackert

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hackert_jacob_philipp-operaPittore di origini tedesche, Jakob Philipp Hackert fu particolarmente attivo sul suolo italiano: nato in Germania, esattamente a Prenzlau (che all’epoca apparteneva alla Prussia) il 15 settembre del 1737, fu un figlio d’arte.

Infatti, il padre era un ritrattista, e fu proprio dai suoi primi insegnamenti che il giovane pittore elaborò la sua passione per la pittura ed i ritratti, facendo dell’arte la sua ragione di vita: la sua giovinezza fu costellata di attenzioni, non solo da parte de padre che per primo gli fece amare la pittura, ma anche da parte dello zio, Johann Gottlieb, noto decoratore, presso il quale fu mandato nel 1753 per affinare la sua arte.

Maturato grazie agli insegnamenti del padre e dello zio, dal 1755 ebbe modo di frequentare l’Accademia di belle arti, a Berlino. La svolta avvenne nel 1758 quando, grazie al pittore Blaise-Nicolas Le Sueur, si iniziò ad interessare di paesaggi, che rappresentarono da quel momento in poi uno dei suoi più grandi interessi pittorici. Il suo stile caratteristico si nota meno in opere iniziali come il Paesaggio con stagno e animali (in cui vi è ancora una sorta di imitazione dello stile dei pittori olandesi), ma è ben riconoscibile in opere più mature, come ad esempio la Veduta del fiume Spree a Berlino vicino a Charlottenburg.

Il pittore non si sposò mai, ma grazie alla sua vita orientata ai viaggi (visitò diverse città anche in Italia), ebbe modo di vivere una vita particolarmente fruttuosa anche dal punto di vista intimo e romantico, intrattenendo non poche relazioni con donne sposate.

Interessanti sono le opere che dipinse per diversi committenti di una certa rilevanza, come la zarina russa Caterina la Grande, che gli commissionò alcuni dipinti famosi sulla battaglia navale a Cesme, e come Ferdinando IV di Napoli, presso il quale diventò pittore di corte.

Oltre a Napoli, dalla quale fuggì dopo l’invasione delle truppe francesi, il pittore visitò anche la Toscana, rimanendo estasiato dalle vedute; e proprio qui rimase fino alla sua morte, che sopraggiunse a San Pietro di Careggi, il 28 aprile del 1807.

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