Orologi antichi

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L’orologio antico

orologio anticoGli orologi antichi rappresentano un interessante cimelio che, al giorno d’oggi, acquisisce un grande valore soprattutto dal punto di vista dell’antiquariato e dell’amore verso l’antichità: l’invenzione di un meccanismo che consentisse all’uomo di misurare il tempo e di scandire le sue giornate fu di interesse di molti artigiani ed uomini di scienza del tempo, che nel corso dei secoli, attraverso un lento avanzare, cercarono di migliorare il meccanismo di misurazione del tempo puntando anche alle richieste di perfezione estetica a cui aspiravano i ceti borghesi e mercantili.

Storia degli orologi antichi

I tre meccanismi noti all’inizio del ‘900 erano: pesi discendenti, pendoli e bilanciere. I primissimi orologi antichi, che erano quelli meccanici databili intorno al XIII secolo, presentavano meccanismi grandi, spesso regolati da pesi discendenti, ma più complicati ed imprecisi rispetto ai meccanismi che si basavano sui pesi a bilanciere, che permisero ai produttori di ottenere meccanismi più sicuri ma anche orologi più compatti.

Tuttavia, tra gli orologi antichi, quelli che maggiormente si avvicinarono – seppur con anni ed anni di studio – al concetto di perfezione, furono quelli basati sul meccanismo a pendolo: questo tipo di orologi entrò di diritto nelle case ricche, rimanendoci fino al 1800, data in cui si iniziò a creare orologi elettrici, di migliore precisione.

Gli orologi a pendolo furono comunque tra i principali orologi antichi che potremo ricordare: essi si basavano su un sistema di scappamento – il meccanismo attraverso cui la forza del pendolo veniva rilasciata ad intervalli regolari per segnate il tempo – a sua volta regolato da un bilanciere, che trasmetteva la forza all’ingranaggio.

Comprendere meglio gli orologi antichi

Per comprendere al meglio l’origine, il periodo storico e l’età di un orologio occorre tenere in considerazione alcuni elementi importanti degli orologi antichi: le lancette ed il tipo di decorazione del quadrante possono essere molto utili per risalire al periodo di datazione dell’orologio quando esso non si trova sulla piastra d’ottone posteriore.

Il primo orologio vero e proprio di cui si possa fare riferimento è datato al 1510: esso potrebbe essere stato inventato dall’artigiano di Norimberga, Peter Herlein. Due caratteristiche principali dei primi orologi antichi sono: la bellezza estetica degli esemplari, e l’inesattezza degli stessi. Infatti, se da un lato essi erano molto belli e ricchi – anche perché erano appannaggio di persone ricche – dall’altro lato i loro meccanismi erano spesso inesatti, e vennero perfezionati solo intorno al XVIII secolo. È solo nel 1862 che, in seguito al primo cronografo, gli svizzeri inventarono esemplari più semplici e meno ridondanti.

Tra gli orologi antichi di nostro interesse, figurano senza dubbio i primissimi orologi a colonna, che fecero la loro comparsa in Europa intorno al ‘700, laddove il loro ruolo consisteva, naturalmente, nel segnare le ore, scandendo il tempo in maniera che esso fosse accuratamente riconosciuto in tutte le stanze della casa: è proprio in questo periodo, infatti, che gli orologi a colonna venivano piazzati nel vestibolo della casa, specialmente in quelle abitazioni ricche, appartenute a persone borghesi e di alto ceto mercantile.

Orologi antichi a colonna

Ma come erano fatti questi orologi antichi?

orologio antico colonnaUn tipo di orologio a colonna presentava, appunto, una colonna che poggiava su di una base in legno intagliato: un tipico esempio è un orologio olandese in noce, del 1795, al cui laterale si poteva vedere il meccanismo di funzionamento. Un orologio a colonna di questo tipo, poi, presentava anche un quadrante ad arco che illustrava le fasi lunari: con il tempo, le decorazioni si fecero sempre più insistenti e non era difficile trovare delle raffigurazioni all’interno del quadrante che facessero riferimento o che ricordassero il padre Tempo.

Per riconoscere la data di un orologio a colonna, esistono diversi elementi che possono venirci in aiuto: gli orologi antichi si datano tra il 1680 ed il 1720 se il disco è in ottone, con numeri romani, mentre con molta probabilità un orologio datato dopo il 1715 presenta una lunetta sopra un quadrante quadrato. Bisogna inoltre aggiungere che i primi esemplari di orologi antichi misuravano circa 185 cm di altezza, mentre quelli databili intorno al 1720 sono alti 270 cm: da notare che l’altezza di creazione degli orologi antichi a colonna venne poi ancora abbassata a 210 cm dopo il 1850.

Ciò che rende appetibile un orologio a colonna dal punto di vista del collezionista ed appassionato di antichità è l’altezza: più è basso, più è appetibile.

Orologi antichi da viaggio

Tra gli orologi antichi di un certo interesse per i collezionisti, da non dimenticare sono anche gli orologi da viaggio, i cosiddetti orologi portabili o, come diremmo oggi, tascabili: anch’essi, come gli orologi a colonna, conobbero una diffusione alquanto ottimale intorno al 700. Tuttavia, vi sono delle concrete e palpabili differenze tra gli orologi parigini e quelli inglesi: ricordando che questo tipo di orologi erano appannaggio delle persone che viaggiavano – pertanto di un ceto ricco – gli orologi parigini erano molto ricercati e ricchi di casse costose, mentre quelli inglesi appartengono ad una realizzazione più spiccia, meno raffinata. Le casse, infatti, sono più pesanti anche se in effetti questi orologi sembravano toccare una maggiore precisione rispetto ai parenti francesi.

Ciò che interessa molto di questi orologi antichi sono proprio le casse: rigorosamente tonde, esse potevano essere più o meno decorate a seconda di diversi fattori ed a seconda del luogo di produzione. Particolari di questi orologi sono il piedistallo, le colonne e la maniglia, spesso in ottone; il quadrante presentava numeri romani di colore nero, su smalto bianco, che riempiva l’intero pannello frontale. Drocourt, Japy, Bourdin, Margaine e Jacot i nomi principali dei creatori di questi splendidi orologi antichi francesi, mentre tra i nomi dei produttori inglesi figurano Dent, Frodsham, James McCabe, e Vulliamy.

Orologi antichi da mensola

orologio antico da tascaUn’altra particolare tipologia di orologi antichi sono gli orologi da mensola: il 1700 è il momento temporale di nascita di questi orologi, che in Francia, nel 1850, conobbero il momento della loro maggiore espansione. Samuel Marti, Javy, e Jean Vincenti furono i maggiori produttori di questi orologi antichi che riempirono le case dei borghesi e delle persone appartenenti ad un ceto elevato. Tra i produttori, però, la ditta Japy fu quella di maggiore produzione e rappresentazione: infatti è proprio dalle mani di questa ditta che nacquero i maggiori esemplari di orologi a mensola, che tra l’altro, secondo i canoni rigorosamente severi della ditta, dovevano essere inseriti in una cassa ei pietra nera delle Ardenne incisa e decorata con intarsi particolari. Ad oggi si dice infatti che, tra questi orologi antichi, più una cassa è decorata e più valore essa ha: è possibile trovare orologi da mensola specialmente tra le aste, nelle fiere di antiquariato, presso gli antiquari più rinomati e specializzati.

La cassa degli orologi da mensola è molto particolare: si va da esemplari semplici e squadrati, ad esemplari più fantasiosi, a forma di tempio greco, con placche d’ottone a bassorilievo e decorazioni supplementari, con colonnine come pietra ed onice, malachite o marmi policromi.

Orologi antichi da tasca

Gli orologi da tasca sono un altro tipo di orologi antichi che vennero riconosciuti già intorno al 1800 come una vera e propria innovazione, una unicità di stile, classe ed eleganza ma anche di grande utilità: alla pari degli orologi antichi da viaggio, questi orologi da tasca possono essere suddivisi in due grandi categorie, alla prima delle quali possiamo annoverare gli orologi ricercati e di classe, mentre nella seconda gli orologi più grezzi e meno raffinati.

Tra gli orologi da tasca, ricordiamo hunter e half-hunter: i primi sono dotati di casse metalliche molto pesanti, che servono a proteggere il vetro; i secondi presentano un foro centrale dal quale è possibile intravvedere il quadrante. A seconda della tipologia, abbiamo esemplari più o meno ricercati e raffinati: tra gli orologi antichi di un certo pregio e che oggi acquistano un certo valore, non bisogna dimenticare in particolare quelli che dispongono di elementi opzionali come il quadrante smaltato, un pulsante attraverso cui era possibile riconoscere l’ora anche al buio, lancette dei secondi e il quadrante con le fasi lunari, mese e giorno, tramonto ed alba. Nell’acquisto di questi esemplari di orologi antichi – di cui, gli esemplari più semplici si trovano anche a buon mercato – bisogna controllare le ammaccature eventuali presenti nella cassa metallica, le cerniere ed i pulsanti.

Da non dimenticare poi che pulizia e manutenzione dei meccanismi interni sono da delegare a persone esperte e qualificate.

Orologi antichi: orologi da polso

Nel XX secolo si giunge finalmente alla produzione di quelli che oggi siamo soliti utilizzare come orologi da polso: questi orologi ebbero una grande risonanza nel mercato, tanto da essere preferiti agli orologi da tasca e da soppiantare gli altri orologi antichi già nel 1935.

A questo proposito bisogna però ricordare che questi orologi vennero utilizzati inizialmente in ambito militare, e solo dopo la fine della prima guerra mondiale essi iniziarono ad avere una certa risonanza nel mondo civile: tra i produttori più importanti, da ricordare sono in particolare Rolex – noto e ricercato anche oggi – Vacheron e Constantin, Omega, Audemars, Piguet, A Lance e Jaeger le Coultre. Per riconoscere il valore di questi primi pezzi di orologi da polso, occorre considerare la forma della cassa, il design del quadrante, il materiale di composizione, il livello tecnico del meccanismo interno e lo stile: ciò influenza fortemente il prezzo di questi pezzi, ma occorre ricordare la stragrande presenza di falsi e di imitazioni di cui bisogna diffidare.
 

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Orologi antichi da Tavolo

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