Oggetti in porcellana di Sèvres

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Fra i suppellettili più famosi dell’arredamento francese, non si possono non citare gli oggetti in porcellana di Sèvres. Questa particolare branca dell’artigianato francese e divenuta famosa in tutto il mondo grazie all’epoca di Luigi XV in cui la si usava per adornare i mobili, destinati ai ceti più facoltosi della società (le famose placche di ceramica di Sèvres). Attualmente gli oggetti realizzati con questa porcellana sono considerati di grande valore, naturalmente maggiore è l’antichità maggiore è il valore.

porcellana sevres

Nascita degli oggetti in porcellana di Sèvres

L’artigianato della porcellana di Sèvres nasce a Vincennes, nel 1740 per volere di Luigi XV su richiesta della sua favorita, Madame de Pompadour e fu poi spostata a Sèvres nel 1756.

Inizialmente la porcellana prodotta era di tipo morbido e gli oggetti di Sèvres prodotti si concentravano soprattutto sui servizi di piatti smaltati in oro, vasi di fiori e placche ornamentali per mobili e pareti. Questa porcellana divenne particolarmente famosa per realizzazione minuziosa dei fiori e per le tonalità, quali il rosa Pompadour, il “bleu du roi“, le sfumature di giallo e verde. Lo stile divenne il suo marchio di fabbrica: leggero, elegante e raffinato. Sostanzialmente la produzione di Vincennes, differisce da quella di Sèvres per la scelta dell’utilizzo del blu sullo sfondo bianco (di chiara ispirazione cinese) e per i soggetti ispirati a Watteau e Boucher. A Sèvres, di contro, si approfondì lo studio decorativo dei fiori, la varietà della sfumature dei colori impiegati e si ampliò il panorama dei soggetti includendo anche scene tratte dalla mitologia.

La famiglia reale, a seguito della notorietà di tali manufatti, decise di assicurarsi il monopolio sulla produzione, stipulò un contratto in cui si dichiarava il titolo di Manifattura reale di Sèvres ed una volta all’anno, gli oggetti prodotti a Sèvres, venivano esposti in una fiera a corte occasione che ne aumentava la vendita e la fama.

Gli oggetti in porcellana di Sèvres dal settecento all’ottocento

Nel 1770, quando due artigiani di Sèvres scoprirono una vena di caolino nei pressi di Limoges, si passò alla produzione di porcellana dura. Fra le produzioni di spicco si ebbero i gruppi di figurine in biscuit, riproducenti sculture famose, e statuine colorate o per lo più smaltate interamente di bianco.

A seguito della Rivoluzione francese la porcella di Sèvres subì un calo, a causa della riduzione della manodopera per via della crisi economica, per non dichiarare il fallimento fu affidata alla proprietà del governo anche se i mezzi erano pur sempre ridotti e la forza lavoro dimezzata.

La ripresa iniziò con Alexander Brongniart, nei primi anni dell’ottocento, che pur non essendo competente nel settore impiegò le sue conoscenze e la sua inventiva per far ripartire questa manifattura. Brongniart fu ricompensato dall’aumento della qualità del prodotto e la porcellana di Sèvres smise, fra l’altro, d’esser un prodotto esclusivo per ceti sociali agiati. Il suo impiego a corte rimase immutato, questo genere di porcellana godeva sempre di una grande fama e di un grande favore da parte della nobiltà.

Gli oggetti in porcellana di Sèvres oggi

Ad oggi la manifattura di Sèvres è sotto la tutela del Ministero francese della cultura e della comunicazione. Attualmente si riproducono copie di oggetti d’antiquariato ma si creano anche oggetti d’ispirazione moderna; buona parte della produzione è destinata ai ministeri e utilizzata come dono ufficiale nelle visite di stato mentre il resto venduto ai collezionisti.

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