La maiolica italiana in età Rinascimentale

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rinascimentale maiolicaNell’Italia settentrionale la cultura della ceramica rimane fedele all’utilizzo di terrecotte trattate con la tecnica detta “ingobbio”, ossia rivestita da una polvere di argilla più sottile e più chiara sulla quale era possibile incidere delle decorazioni molto eleganti.

Negli stessi periodi l’Italia centro-meridionale vede il proliferare di numerose botteghe, soprattutto in Toscana, Lazio, Umbria, Emilia Romagna e Abruzzo, botteghe che si specializzano nella realizzazione di maioliche.

Durante il XV ed il XVI secolo l’applicazione delle tecniche antiche e la ricerca dell’innovazione artistica conducono alla produzione di maioliche che rispecchiano i nuovi moti culturali del periodo rinascimentale, diversi dai manufatti ceramici di altra ispirazione sia per qualità che per decorazioni.

Ogni centro ceramico sviluppa, per le proprie maioliche, un personale stile di forme e decori.

Cafoggiolo, cittadina a Nord di Firenze, frequentata dalla famiglia Medici, alla fine del Quattrocento diventa un importante centro di produzione di maioliche, i fratelli Schiavon vi fondano una fabbrica di ceramica che risponderà alla crescente domanda di prodotti proveniente dalle famiglie più facoltose della zona. La loro produzione può essere divisa in alcuni periodi fondamentali.

Alla prima fase viene ascritta la produzione di vasellame con decorazioni monocromatiche e  la fabbricazione delle caratteristiche brocche dalla base ampia e dal piccolo versatoio.

La seconda fase risale all’inizio del XVI secolo e si caratterizza per la realizzazione di ceramiche molto eleganti e dei primi istoriati.

 

La parola “istoriato” si riferisce alla più caratteristica produzione di maioliche rinascimentali,  comprende la realizzazione di oggetti quali vasi, piatti e contenitori abbelliti da decori rappresentanti scene di storia antica o sacra che ricoprono tutta la superficie dell’oggetto, questa peculiarità le rende richieste per motivi ornamentali, tali prodotti infatti venivano studiati per essere esposti nelle credenze e sui mobili durante i banchetti, per l’utilizzo quotidiano si prediligeva una maiolica più semplice. L’abbondanza dei decori diventerà sempre più pesante tanto che sul finire del secolo si avrà un’inversione dei gusti con un ritorno ad un stile “compendiario”, si abbandonerà l’accesa policromia per riorientarsi verso un uso più misurato dei colori.

Anche il resto della Toscana è culla di numerosi centri ceramici, le più antiche botteghe ceramiche risalgono al 1200 ma è solo alla fine del XV secolo che si sviluppano numerose fabbriche e la produzione di maioliche diventa costante.

Sono caratteristici dell’area senese e fiorentina esemplari di vasi decorati con le grottesche realizzati con fondo giallo o nero.

La maiolica fiorentina è contraddistinta dalla produzione di esemplari estremamente curati nell’esecuzione che a differenza delle ceramiche di Cafoggiolo non sono destinati all’esposizione ma per l’utilizzo domestico quotidiano.

L’istoriato ha successo in moltissime località, raggiungendo una popolarità altissima.

A Faenza si afferma con successo ma a metà del XVI secolo le botteghe faentina abbandonano l’istoriato e la roboanza delle decorazioni e della cromaticità convertendosi all’utilizzo del bianco che evidenzia l’importanza della qualità dei materiali e della modellazione. I manufatti ceramici vengono smaltati di bianco, la decorazione spesso si limita ad un unico disegno realizzato con pochi tratti veloci con pigmenti gialli e azzurri.

E’ proprio il candore dello smalto che fa risaltare le forme e la loro plasticità. Queste produzioni note col nome “compendiari faentini” ottengono una notevole popolarità incontrando il gusto no solo italiano ma anche del resto d’Europa, tanto che il termine “faience” in Francia identificava tutte le terrecotte ricoperte di smalto stannifero, quindi faience divenne un sinonimo di maiolica.

Se da un lato le decorazioni faentine sono molto sobrie sono le forme a diventare molto elaborate, la produzione è infatti ricca i centrotavola forati con manici antropomorfi o zooformi, saliere e cestelli.

Le maioliche italiane raggiungono una vastissima circolazione  al punto tale che numerosi ceramisti si trasferiranno per creare nuove botteghe ceramiche nel resto d’Europa.

Ulteriori approfondimenti sulle maioliche antiche

Pagina principale maioliche antiche
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La maiolica italiana del XVII secolo
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