Antiquariato Giapponese

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vaso-giapponese-anticoFanno parte dell’antiquariato giapponese, tutti quei pezzi da collezione che nei secoli hanno formato la storia dell’arredamento giapponese, e non solo. In Giappone costruire mobili, ma anche semplici utensili divenne una vera e propria arte.

Si pensi alle semplici teiere, che divennero da bollitori dell’acqua a squisiti oggetti di manifattura raffinata. In una collezione d’antiquariato orientale che si rispetti, non possono assolutamente mancare gli oggetti antichi giapponesi.

Antiquariato giapponese: i mobili

L’idea di mobile fu concepita attorno all’ottavo secolo, si trattava tuttavia di mobilia rudimentale e preclusa ai ceti agiati. La vera diffusione del mobile giapponese si ebbe nell’epoca Edo (1603-1868), l’arredamento divenne a portata di tutti e tuttavia non era ancora concepito per l’estetica ma per la funzionalità, si trattava dunque di mobili bassi senza gambe, visto che la maggior parte delle azioni si svolgeva in ginocchio. Durante il  periodo Meiji (1868-1912), il concetto di mobilia fu rivisitato ed anche quella dei suppellettili in generale. Si operò una distinzione fra mobili d’uso comune (pezzi mizuya) e mobili per bellezza (mobili Isho) con notevoli cambiamenti in altezza e lavorazione.

mobile-antico-giapponeseIl paravento giapponese è sempre stato un pezzo di mobilia fondamentale dell’arredamento antico giapponese (byobu). In principio la sua presenza era strettamente funzionale: il paravento doveva dividere gli spazi e preservare la privacy degli abitanti della casa. Nel periodo Han si trattava di paraventi semplici, per lo più a due pannelli e dipinti ma nel periodo Nara i pannelli aumentano e vengono impiegati per la lavorazione materiali più pregiati, quali lacca, seta e pelle. Anche la struttura, nel tempo, subì notevoli cambiamenti: il paravento fu dotato di gambe e la struttura fu concepita meno pesante e scomoda da chiudere e trasportare.

Antiquariato giapponese: maschere e spade

La spada giapponese è uno dei pezzi da collezione più preziosi. Le armi bianche giapponesi,  la spada (Ken) o la spada lunga (Katana) o quella corta (Shoto), non erano solo armi ma quasi opere d’arte, oggetti mistici. La spada era parte integrante della vita del Samurai e del guerriero, lo aiutava a raggiungere la perfezione, lo rappresentava ed era allo stesso tempo il simbolo dell’arte della guerra. Le prime spade in ferro furono forgiate nel IV secolo, mentre le katane risalgono al periodo Heian.

Le maschere giapponesi sono un altro importante pezzo delle collezioni d’antiquariato. Le più note e celebri sono quelle del teatro Nō (XIV secolo), maschere bianche in cui vi sono disegnati labbra, occhi e sopracciglia, furono realizzate con l’intento di mostrare la bravura dell’attore che rivolgendosi verso la luce o l’ombra, riusciva ad imprimere diverse espressioni alla maschera. Le maschere più note del teatro Nō sono quelle dei demoni (Oni e Hannya) e delle divinità (Okame e Tengu). A parte queste, esistono antiche maschere giapponesi cerimoniali, adoperate nei rituali, negli esorcismi e nelle inaugurazioni dei templi, la più antica in assoluto è la Gigaku (VI secolo d.C.)

Antiquariato giapponese: ceramiche

In una collezione di oggetti antichi giapponesi, non possono mancare le ceramiche. Importata dalla Cina, la ceramica in Giappone fu forgiata e modellata a guisa d’opera d’arte. I forni di Motoyashiki, furono i primi ad esser impiegati nella produzione industriale delle ceramiche Tenmoku. Le produzione più prestigiose delle ceramiche giapponesi, si ebbero nel  VII secolo con le ceramiche  Mino-yaki, che a loro volta si suddivisero in quattro stili (Shino, Oribe, Kizeto e Setoguro) e dal XVI al XVIII secolo con le ceramiche Raku e Satsuma.

La massima espressione di quella che divenne un’arte fu la teiera giapponese. Da semplice utensile per bollire l’acqua, nel 1568, i giapponesi la tramutarono in uno strumento indispensabile per la cerimonia del tè. Fra le produzioni più pregiate, citiamo la ceramica Momoyama e le ceramiche lavorate nei distretti di Iwate e Yamagata.

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