Teiera cinese

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teiera-cinese-anticaFra gli oggetti d’antiquariato cinesi, il più significativo è senza dubbio la teiera cinese. Protagonista del Gong Fu Cha (cerimonia del tè), la teiera deve i suoi natali proprio alla Cina dove da 4000 mila anni si beve il tè. La diffusione del tè, ha implicato una vera e propria rivoluzione: il tè divenne sinonimo di convivialità, ristoro, ma anche cibo, prestigio e fortificazione. Le teiere cinesi, in sostanza, sono sempre state fabbricate in ceramica e terracotta, successivamente in porcellana e vi è una ragione: la terracotta ha la capacità d’immagazzinare l’aroma del tè che vi è stato bollito. In tempi poveri, quando vi era penuria di foglie di tè, queste teiere facevano la differenza poiché si poteva avere ugualmente il tè anche senza foglie.

 

Storia della teiera cinese

In origine esistevano solo bollitori d’acqua, la popolazione cinese, specie quella povera che non poteva permettersi le foglie di tè, teneva in caldo l’acqua e la serviva come una sorta di “tè bianco”. Il bollitore d’acqua era sempre presente e ritenuto un utensile indispensabile. Con l’arrivo del tè anche fra le classi sociali meno agiate, lo era ancora di più: con il tè si poteva preparare un pasto modesto come l’ochazuke, lo si poteva tenere in caldo a lungo per averlo sempre a disposizione e tuttavia non si sentiva l’esigenza di inventare utensili specifici, quindi non furono questi gli elementi che ne determinarono l’evoluzione.
Si ebbero le prime teiere cinesi quando si ebbe un cambiamento sociale: il tè era considerato, nelle classi abbienti, una “bevanda da salotto” da gustare con gli ospiti in momenti d’ozio e fu questo il motivo per cui nacque il servizio da tè. Ancora l’evoluzione non termina qui, maggiori erano le varietà di tè in circolazioni, maggiore era la richiesta di servizi specifici per ogni miscela. Sebbene si sia guardato alla teiera come oggetto d’importanza, è da riscontarsi che ha avuto un maggiore sviluppo in Giappone, dove la cerimonia del tè divenne un’arte e le teiere furono considerate alla stregua di opere d’arte.

Teiera cinese Yixing

Le prime teiere antiche cinesi furono create durante la dinastia Sung, (960-1279), nella provincia di Jiangsu (presso il lago T’ai-Hu), e venivano usate per i tè semifermentati (come l’oolong e il pue’rh). Si trattava di teiere nate dall’abilità degli artigiani, nel combinare tre tipi di argilla che poi andavano cotte. La più pregiata era l’argilla Zisha, detta “argilla dei cinque colori”, molto resistente che conferiva un colore finale fra il porpora ed il violaceo. Questo tipo di teiere cinesi antiche non veniva sottoposto a smaltatura, in quanto doveva mantenere le sue capacità di assorbire l’odore, il colore ed il sapore del tè, fra i suoi maggiori pregi non dimentichiamo quello di assorbire il calore gradualmente. Non si trattava di oggetti molto grandi, anzi alcune erano anche più piccole della mano di un uomo.

Teiera cinese Ming e Qing

Le dinastie Ming e Qing, sono rimaste impresse per la bellezza dei manufatti in ceramica e porcellana. Non sono da meno le teiere, considerate degli utensili preziosi, fabbricati con lo scopo di preservare le buone qualità del tè. Si diffusero verso la metà dell’epoca Ming, delle teiere rosse apposite per l’infusione del tè che riscossero molto successo.

Sebbene sia indubbio il valore di queste teiere della dinastia Ming e Qing, superato soltanto forse dai servizi da tè in giada molto più prestigiosi ma divenuti anche rari.

Per preservare il valore di una teiera antica, qualora la si utilizzi e non la si esponga soltanto, è bene ricordare che non va mai lavata con detersivi, che la prima volta deve bollire con il tè (quindi immersa nella pentola, con un panno sul fondo) e soprattutto non vanno mai lasciate umide ma sempre asciugate.

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